Come da previsione, le infiltrazioni di aria fresca provenienti dalla Scandinavia, scalfendo buona parte dello strato di aria calda (d’estrazione sub-tropicale continentale) che nei giorni scorsi si era isolato nei medi e bassi strati della troposfera, hanno agevolato lo scoppio di una diffusa attività convettiva, specie sui rilievi di Alpi, Appennini e limitrofe zone pedemontane. In queste ore temporali di origine “termoconvettiva”, localmente ben strutturati, si stanno formando su gran parte del territorio nazionale, dalle Alpi ai rilievi interni di Calabria e Sicilia, con un continuo fiorire di cumulonembi di origine “termica”, alti anche più di 10-11 km. A causa delle elevate temperature dei giorni scorsi alcuni di questi temporali potranno assumere carattere di moderata o forte intensità, usufruendo di tanto carburante (aria caldo umida stagnante nei bassi strati che alimenta potenti “Updrafts”), dando la stura anche ad occasionali fenomeni grandinigeni, molto localizzati e di brevissima durata.

Si innesca cosi un “gradiente termico” che fa aumentare la pressione nella nube temporalesca, causando un conseguente “gradiente barico” fra la zona temporalesca e le aree circostanti. Tale differenza barica genera un intenso e turbolento flusso d’aria verso l’esterno che serve a bilanciare la pressione. In genere, in presenza di fortissimi “Updrafts” l’aria trasportata dalle corrente ascensionali riesce a raggiungere la parte sommitale del Cumulonembo (l’incudine), ghiacciandosi e divenendo molto più pesante e gelida rispetto le masse d’aria circostanti. Si forma cosi una sacca d’aria molto fredda e pesante che con il supporto della forza gravitazionale tende a ridiscendere molto rapidamente verso la base del Cumulonembo impattando col suolo tramite le precipitazioni. Una volta raggiunto il terreno le forti raffiche di vento originate divergono dal punto di impatto determinando delle forti e alle volte violente raffiche di vento con velocità e direzione mutevole a secondo delle zone. La presenza, nei bassi strati, di masse d’aria ancora molto calde, prossime o poco sotto i +30°C, rischia di determinare forti scompensi termici nelle aree interessate dai fenomeni temporaleschi, producendo furiosi “Downbursts” che potranno presentarsi all’improvviso sotto violente raffiche di vento, capaci di superare la soglia dei 100-120 km/h (capaci di sradicare alberi di alto fusto e scoperchiare tetti di abitazioni). Tali fenomeni, molto probabilmente, potranno essere erroneamente scambiati per false trombe d’aria.
Ma per aggirare l’equivoco, ricorrente ad ogni intenso temporale di calore, occorre ricordare che a differenza delle trombe d’aria il “Downburst” produce venti a linea retta (frequenti nelle Squall Line e Supercelle), per questo non è tanto difficile confonderli con qualsiasi altro tipo di fenomeno vorticoso. Bisogna poi tenere conto che questi fortissimi colpi di vento, quando raggiungono il terreno, sono caratterizzati da un prevalente divergenza e si estendono “orizzontalmente” su una larga fetta di territorio, mentre le trombe d’aria e i tornado causano una forte convergenza su un’area piuttosto ristretta.
