
Gli immigrati portano la scabbia? Basta con la sindrome degli untori. “La maggior parte sono giovani e stanno bene”. Lo ha detto Mario Affronti, presidente della Simm (Societa’ Italiana di Medicina delle Migrazioni) che, in una nota, fa il punto sullo stato di salute degli immigrati, che nel 2013 si stima siano quadruplicati rispetto all’anno precedente. “In questi ultimi mesi – ha detto Affronti – c’e’ stata un’ulteriore crescita. Al 10 maggio gli immigrati in generale nel nostro Paese erano piu’ di 30mila; oggi, quindi nel mese di giugno, siamo arrivati a oltre 40mila. E’ poi aumentato il numero di donne e bambini, con Mali al primo posto e Gambia al secondo, ed e’ di fatto il porto di Augusta, in questo periodo, quello che accoglie piu’ migranti”. Per il presidente Simm, “il loro stato di salute e’ abbastanza buono, anche perche’ generalmente si tratta di giovani ragazzi. E’ chiaro che molto dipende dalle condizioni in cui avviene la navigazione, ma in linea generale l’emergenza sanitaria allo sbarco e’ legata per lo piu’ a patologie da agenti fisici: penso a colpi di sole, colpi di calore, assideramento”. Frequenti possono essere anche le lesioni da decubito dovute alla posizione forzata e senza possibilita’ di movimento sui barconi, aggravata da agenti chimici quale l’acqua salmastra oppure il gasolio che spesso sporca i luoghi in cui i naviganti transitano. “Tra le patologie indotte o aggravate dalla condizione del trasporto, poi, c’e’ – ha aggiunto Affronti – soprattutto la disidratazione che spesso causa gravi insufficienze renali. Non bisogna dimenticare, infine, la condizione di molte profughe che approdano in stato di gravidanza, anche avanzata, o subito dopo aver partorito. E purtroppo non si tratta di donne che hanno iniziato la loro fuga dopo aver concepito, ma di vittime di gravidanze forzate, avviate a seguito di stupri. In merito abbiamo molte testimonianze di nostre pazienti, che hanno subito stupri per lunghi periodi durante la detenzione in Libia, e per loro la protezione della salute psichica diventa fondamentale”. “Le affermazioni secondo cui gli sbarchi portano malattie (tra cui scabbia e tubercolosi) e provocano un rischio sanitario – ha proseguito – sono assolutamente strumentali, messe apposta in campo per ingenerare la paura del diverso, soprattutto in periodo elettorale. Non c’e’ nessuna base scientifica per quanto riguarda questo problema. A Lampedusa c’e’ stato un solo caso di tubercolosi, ma noi medici sappiamo bene si tratta di una malattia tipica sociale, dovuta a condizioni tipiche di poverta’. Certo, e’ normale che le condizioni del viaggio prima, durante e dopo, possano determinare una recrudescenza della tubercolosi, ma piu’ che di malattia infettiva parlerei di malattia sociale. Per il resto, ripeto, si tratta soprattutto di giovani ragazzi che stanno bene dal punto di vista fisico”. La operazione “Mare Nostrum”, secondo quanto riferito dall’esperto, prevede anche una sorveglianza dal punto di vista sanitario. “Esiste un controllo specifico relativo ai pericoli – ha spiegato – che potrebbe insorgere sull’importazione di determinate malattie, ci sono dei medici a bordo e, in caso di malattie di una certa gravita’, queste persone non scendono dalle nave ma vengono portate in posti messi in campo ad hoc dal ministero. Da questo punto di vista il sistema di sorveglianza funziona bene, e non capisco perche’ gli infettivologi debbano mettere in giro la solita ‘sindrome della untore’, di manzoniana memoria. Mi occupo di immigrazione dal 1987 e questa e’ una questione che periodicamente, e direi anche stupidamente, viene a galla”.