
Al terzo posto la dieta spagnola (14%). In quarta posizione la squadra portoghese (11%), il cui chef propone carne bianca (pollo), pesce (di cui e’ particolarmente appassionato Cristiano Ronaldo), frutta e verdura, fondamentali per l’idratazione in un clima caldo ed umido come quello brasiliano. In quinta la squadra argentina (9%), la cui dieta si basa su carboidrati, proteine e vitamine: pasta e riso, pollo, pesce, verdure come broccoli, asparagi e spinaci, frutta di stagione, latte, yogurt e formaggio. Sesto posto per i tedeschi (7%), che si concedono pasta a colazione, per fare il pieno di energia e carboidrati gia’ di prima mattina. Pasta integrale con ragu’ alla bolognese, pure’ di patate con verdure, riso al latte e pasta al semolino, sono alcuni piatti presenti nella dieta tedesca, ricca di carboidrati. A seguire, al settimo posto, la nazionale a stelle e strisce (5%), molto attenta all’alimentazione, grazie allo scrupoloso allenatore tedesco Jurgen Klinsmann, che si concentra su carne, frutta e verdura fresca, coltivata senza pesticidi spezie ed erbe, eliminati i grassi come il burro e gli avocado di cui gli americani sono grandi consumatori. Ottavo posto per gli atleti messicani (4%), che amanti delle tradizioni, non rinunciano anche in Brasile, a farsi preparare il pozole (zuppa tipica a base di carne di maiale e mais bianco) oltre che il chipotle, il peperoncino, e il nopal, verdura tratta da giovani segmenti del cactus.
Penultima posizione per gli inglesi (3%), che possono permettersi salse e cibi grassi, dopo che Roy Hogdson, ha reintrodotto nella dieta della nazionale britannica condimenti come ketchup, brown sauce e burro, che erano stati eliminati nel 2010 dall’allenatore italiano Fabio Capello. In decima posizione, con un esiguo 2% gli australiani che assumono grandi quantita’ di proteine, con menu’ brasiliani a base di carne rossa, pesce e pollo. Conferma il primo posto in classifica della dieta italiana, Luca Gatteschi, medico della nazionale Italiana di calcio, che afferma: “Per noi e’ fondamentale varieta’ e qualita’, senza rinunciare al gusto: e’ finita l’epoca in cui gli atleti erano costretti ad un’alimentazione monotona e proponiamo sempre diverse alternative per favorire le preferenze individuali dei calciatori. Per garantire che tutto cio’ che riguarda l’alimentazione funzioni al meglio, il nostro staff comprende figure importanti come il cuoco e due nutrizioniste”.
“La dieta mediterranea, usata dai calciatori italiani, e’ il modello di alimentazione migliore perche’ povera di grassi acidi saturi, di proteine di origine animale e ricca di carboidrati, essa e’ riconosciuta universalmente per i suoi benefici su linea e salute; gli alimenti che la compongono hanno un effetto anti invecchiamento, tengono a bada il colesterolo, la pressione arteriosa e la glicemia – commenta Nicola Sorrentino, Specialista in Scienza dell’Alimentazione e Dietetica e Docente presso l’Universita’ degli Studi di Pavia -. Bocciati gli australiani che assumono troppe proteine (carne rossa pesce e polli) e neanche un po’ di carboidrati: meglio un’alimentazione ricca di carboidrati che un’alimentazione iperproteica per due motivi: uno perche’ troppe proteine fanno male e intossicano il nostro organismo, due perche’ i carboidrati sono utili nel caso in cui abbiamo bisogno di energia per affrontare l’attivita’ sportiva”.