
E’ sul nostro pianeta il luogo piu’ freddo dell’intero Universo, ben 100 miliardesimi di grado al di sotto dello zero assoluto. L’esperimento, realizzato da un gruppo di ricerca dell’Universita’ della stato di Washington e descritto su Nature Communication, ha permesso di ‘super raffreddare’ una ‘nuvola’ di atomi confermando cosi’ una teoria quantistica elaborata 60 anni fa e avvicina notevolmente i futuri computer quantistici. Guidati dal fisico Peter Engels, i ricercatori hanno per prima cosa ‘ingabbiato’ una nube di atomi di rubidio trasformandola in una particolare forma della materia freddissima, vicina allo zero assoluto. Questo ‘condensato’ e’ stato ulteriormente raffreddato portandolo a 100 miliardesimi di grado al di sotto dello zero assoluto, -273,15 gradi Celsius. In queste condizioni gli atomi si sono ‘uniti’ comportandosi come un grande singolo atomo: “questo insieme di atomi – ha spiegato Engels – non si comporta piu’ come un insieme di ‘palline’ ma come un unico grande super-atomo in cui effetti della meccanica quantistica vengono ‘amplificati'”. Questo comportamento detto di ‘superadianza’ venne ipotizzato nel 1954 dal fisico statunitense Robert Dicke e potrebbe avere importanti implicazioni per lo sviluppo di dispositivi in grado di ‘manipolare’ luce o materia. Esperimento analogo era gia’ stato eseguito con successo nel 2013 dai ricercatori tedeschi dell’Universita’ di Monaco e Istituto Max Plack di Garching utilizzando atomi di potassio. Il lavoro dei ricercatori statunitensi ha pero’ utilizzato un diverso approccio e riuscito cosi’ a semplificare notevolmente la creazione delle condizioni di superadianza. Un successo che potrebbe avere importanti ricadute per i futuri computer ultraveloci che sfrutteranno i ‘bizzarri’ comportamenti dei quanti in sostituzione delle ‘tradizionali’ cariche elettriche.