Medicina: rischio autismo se sono presenti troppi ormoni steroidei nell’utero

Bebe’ cui in seguito sara’ diagnosticato l’autismo sono immersi in utero in un ‘mare’ di ormoni steoridei (ad esempio testosterone, progesterone, cortisolo) in quantita’ maggiore rispetto agli ormoni presenti nel grembo materno di bimbi sani. Si tratta di un’altra conferma del fatto che l’autismo inizia in utero, probabilmente durante le delicatissime fasi di sviluppo del cervello fetale. La scoperta arriva da una ricerca condotta tra University of Cambridge e istituto Statens Serum a Copenaghen e pubblicata sulla rivista Molecular Psychiatry. Il risultato, pero’, non portera’ sicuramente a un test diagnostico prenatale ne’ a interventi prenatali di prevenzione della malattia, fanno notare gli scienziati esprimendo cautela, perche’ controllare la concentrazione di ormoni steroidei, che sono di per se’ utili alla gravidanza stessa, e’ un’impresa impossibile. Gli esperti, guidati da Simon Baron-Cohen e Michael Lombardo, hanno analizzato il liquido amniotico di 19500 soggetti nati negli anni ’90 (il liquido era conservato in una biobanca in Danimarca) e hanno visto che la concentrazione di ormoni steroidei e’ molto piu’ alta nel liquido che ha ‘accompagnato’ lo sviluppo fetale di soggetti poi divenuti autistici. Non a caso un precedente studio aveva gia’ dimostrato che feti immersi in un eccesso di testosterone sono piu’ inclini a divenire bimbi con tratti autistici, con problemi di socializzazione ed eccessivamente attenti ai dettagli.