
Il suo territorio è interamente compreso nella Terra Indigena Raposa-Serra do Sol, abitata da diverse tribù di Indios, per cui, oltre agli splendidi scorci paesaggistici da ammirare, è possibile documentarsi sullo stile di vita e sulle tradizioni di queste affascinanti popolazioni. Siamo nella terra delle savane tropicali, delle foreste pluviali, dei fiumi e delle cascate e Roraima, uno dei posti più suggestivi del Sud America, è il più noto tepuis della zona. Il tepui è una montagna a cima piatta, che nella lingua dei Pemon, gli indigeni che abitano la Grande Sabana, significa “casa degli Dei”. Generalmente si tratta di montagne isolate e non collegate in catene montuose, composte da blocchi di arenaria e quarzite del periodo Precambriano.
Un giorno qui nacque un banano ricco di frutti di rara bellezza e Paaba, Dio in persona, proibì agli abitanti di mangiarli e di toccare l’albero sacro. Gli abitanti della regione un giorno si accorsero che l’albero era stato spezzato e che un casco di banane era stato rubato. La natura, in pochi istanti, si ribellò e, mentre la popolazione fuggiva spaventata, anche gli uccelli, volando, emisero un triste canto. Mentre la pioggia si abbattè a dirotto sulla regione, al centro si innalzò lo spettacolare monte Roraima, avvolto da una cintura di nuvole. Il monte Roraima, scoperto solo nel 1884 da una spedizione britannica guidata da Everard Ferdinand Im Thurn, resta ancora da esplorare, dato che flora, fauna e geologia rimangono in gran parte sconosciute. La storia di queste incursioni ha ispirato Sir Arthur Conan Doyle a scrivere il suo romanzo The lost world (Il mondo perduto) , nel 1912