Tutto sulla pitahaya o pitaya, un frutto bizzarro ma dalle straordinarie proprietà benefiche
La pitahaya o pitaya, appartenente alla famiglia delle Cactacee (piante grasse) ed al genere Hylocereus, è una pianta originaria delle foreste tropicali che, utilizzando gli alberi come sostegni, raggiunge i 10 metri d’altezza ed è diffusa nell’America centrale e nelle aree settentrionali del sud America, pur essendo coltivata anche nel sud-est asiatico, in Cina, Australia ed Israele. Il frutto, simpatico, allegro, dalle mille sfumature e ottimo da mangiare, col gusto tra il kiwi e la pera, è detto anche Dragon fruit (frutto del drago), pesa dai 150 ai 600 gr., ha una forma allungata o ovale, una polpa cremosa caratterizzata dall’aroma delicato, contiene numerosissimi semi neri commestibili e, a seconda del colore esterno e della polpa, si distingue in pitahaya rossa, pitahaya del Costa Rica e pitahaya gialla.

Il frutto del drago ha poi proprietà diuretiche, contrastando ritenzione idrica e pelle a buccia d’arancia, grazie al betacarotene, importante antiossidante precursore della vitamina A, protegge occhi e pelle dai raggi UV, contenendo vvitamina C stimola la produzione di collagene, mentre la vitamina E, oltre a contrastare i radicali liberi, tiene a bada le malattie cardiache, diverse forme di cancro e la degenerazione maculare senile. Il frutto del drago è ottimo tagliato a metà e mangiato al naturale con un cucchiaino, condito con zucchero e limone, come dessert, per preparare cocktail e frullati, tagliato a pezzetti e cotto al vapore, dando un colore ed un gusto veramente particolare ai vostri piatti. Con la polpa si prepara una succosa bevanda chiamata “agua de pitaya”.
