Solo il 50 per cento degli uomini colpiti da iperplasia prostatica benigna, patologia che colpisce l’80 per cento della popolazione maschile con un’eta’ superiore ai 50 anni, si sottopone a una visita specialistica. Nonostante questa condizione procuri fastidi noiosi, un uomo su due la trascura per paura degli interventi chirurgici, per poca fiducia nelle terapie o per rassegnazione. L’allarme e’ stato lanciato in occasione del 21esimo Congresso Nazionale dell’Associazione Urologi Italiani (AURO), che si apre oggi a Roma. “Forse i maschi italiani forse non sanno che l’urologia moderna e’ in costante evoluzione e si adatta alle sfide della modernita’ diventando sempre meno empirica e piu’ scientifica”, ha sottolineato Pierpaolo Graziotti, presidente dell’AURO. “Oggi la tecnologia, la multidisciplinarieta’ e le nuove evidenze scientifiche – ha continuato – hanno determinato un profondo cambiamento della disciplina e un conseguente adattamento dei professionisti del settore. Il numero e l’importanza degli argomenti che tratteremo durante il Congresso sottolineano che il ruolo dell’urologo non e’ solo quello riduttivo di ‘curare la prostata’, ma anche e soprattutto quello di seguire in maniera personalizzata tutti i pazienti affetti da una lunga serie di patologie”. “Tra i temi di maggiore interesse spicca un rivoluzionario studio sulla disfunzione erettile – ha detto Paolo Puppo, responsabile dell’Urologia Oncologica dell’Istituto Humanitas di Castellanza e direttore del Centro di Eccellenza di Urologia dell’ASL Imperiese – che individua nuove e innovative modalita’ di trattamento ‘no drugs'”. “Si affrontera’ il tema delle biopsie nel tumore della prostata a ha continuato Puppo – dal momento che con l’introduzione delle tecniche di ecografia in 3D e della fusione di immagini con la RM si e’ finalmente riusciti ad avere piu’ dati positivi e meno biopsie inutili; sempre per la prostata presenteremo un’interessante ricerca sulle capacita’ di cani addestrati nell’individuare il tumore annusando le urine dei pazienti; ma parleremo anche di vescica iperattiva, uno dei fastidi che riduce maggiormente la qualita’ di vita sia nel maschio sia nella femmina”. “E’ un’occasione fondamentale per sviscerare vari aspetti di malattie molto frequenti – ha sottolineato Giovanni Muto, coordinatore del Comitato Scientifico Auro – in modo che i nostri specialisti abbiano a disposizione maggiori strumenti per offrire i migliori percorsi per la cura e la prevenzione delle malattie urologiche, che spesso peggiorano notevolmente la qualita’ della vita delle persone. Perche’ lo specialista di oggi, attraverso la molteplicita’ dei trattamenti e delle conoscenze, e’ in grado di consigliare e guidare il paziente nella scelta della cura migliore”. Uno spazio importante sara’ dedicato alla ricerca di soluzioni ai problemi medico-legali che assillano lo specialista: “Dobbiamo trovare il modo di adottare provvedimenti tecnico-organizzativi – ha concluso Graziotti – che ci aiutino a proteggerci da una situazione che condiziona la nostra pratica clinica quotidiana: per affiancare l’urologo nelle dinamiche medico-legali e’ nata AUROSAFE, una sezione dell’Associazione che dal 2006 assiste i soci quando si verificano queste problematiche”.
Salute: 1 uomo su 2 non cura l’iperplasia prostatica benigna
