
Tutto e’ pronto per il lancio del microsatellite italiano UNISAT-6, previsto per il 19 giugno alle 20.11 (ora italiana) da una base russa. Il Gruppo di Astrodinamica per l’Uso dei Sistemi Spaziali (G.A.U.S.S. Srl), che ha progettato e costruito UNISAT-6, si e’ recato, all’inizio del mese, nella base militare di Yasny (Russia) per integrare il piccolo satellite dal peso di soli 26 kg sul lanciatore Dnepr della compagnia spaziale russo-ukraina Kosmotras. Il Dnepr conterra’ in totale 33 satelliti, provenienti da piu’ di dieci paesi: un record nella storia dei lanci. La caratteristica piu’ importante di UNISAT-6 – spiega G.A.U.S.S., societa’ fondata nel 2012 dal prof. Filippo Graziani e da altri membri dell’Universita’ di Roma ”La Sapienza” – e’ che esso stesso e’ una piattaforma di lancio per altri satelliti di dimensioni ancora piu’ piccole: i cosiddetti cubesat. Dopo un giorno dalla sua immissione in orbita infatti, un meccanismo provvedera’ a rilasciare quattro cubesat: TigriSat, costruito dall’Universita’ La Sapienza in collaborazione con alcuni studenti iracheni, durante un corso avanzato tenutosi alla Scuola di Ingegneria Aerospaziale; Lemur-1, costruito dalla societa’ americana NanoSatisfi Inc.; AntelSat, il primo satellite uruguaiano, costruito dalla Facolta’ di Ingegneria dell’Universidad de la Republica dell’Uruguay, la Compagnia Nazionale di Telecomunicazioni (ANTEL) e la Facolta’ Statale di Ingegneria dell’Uruguay; AeroCube-6, sviluppato dalla Aerospace Corporation. UNISAT-6 – che fotografera’ il momento del rilascio in orbita dei satelliti – sara’ monitorato non solo dalla stazione di terra del G.A.U.S.S. ma anche dall’Universita’ di Morehead negli Stati Uniti e dall’Universita’ di Vigo in Portogallo. Dopo il rilascio dei cubesat, UNISAT-6 continuera’ la sua missione che consentira’ di eseguire alcuni test elettronici nello spazio.