
La stagione calda parte col botto nell’emisfero boreale, dove si susseguono da giorni potentissime ondate di calore che stanno spingendo i termometri su valori a dir poco estremi. Del resto proprio in questo periodo dell’anno, quando il sole raggiunge lo “Zenit” (i raggi solari cadono perpendicolarmente sul terreno nelle ore centrali del giorno) nei territori a ridosso del tropico del Cancro, le vaste aree continentali tropicali (caratterizzate da climi prevalentemente secchi e continentali), fra Africa settentrionale, penisola Arabica, Asia meridionale e nord America, si scaldano sensibilmente, grazie anche alla persistenza dei robusti anticicloni dinamici sub-tropicali in quota, fino a raggiungere i massimi valori termici annuali che solitamente precedono l’avvento della stagione delle piogge, indotta dalla risalita verso nord del famoso “fronte di convergenza intertropicale”, noto anche con la sigla di “ITCZ”. Da diversi giorni una forte ondata di calore sta investendo l’arido territorio desertico del Messico settentrionale, nello stato del Sonora, nella parte nord-occidentale del paese. Dopo una stagione primaverile molto arida e calda, in gran parte dell’entroterra desertico messicano, tutto questo accumulo di calore, fino alla media atmosfera, dopo settimane e mesi di prolungato dominio anticiclonico con aria molto secca a tutte le quote, ha originato un ulteriore surriscaldamento delle masse d’aria presenti nei bassi strati, indotto anche dai fenomeni di “Subsidenza atmosferica” (correnti discendenti che comprimono l‘aria nei bassi strati, scaldandola e deumidificandola ulteriormente) tipici dei regimi anticiclonici dinamici.
Queste località del Sonora rivaleggiano i noti “punti caldi” della Baja California, vicino Mexicali, dove il picco di caldo estremo arriva solitamente un po’ più avanti nella stagione, anche dopo il solstizio, dato che fin lassù non arrivano gli umidi venti dai quadranti orientali, legati al ramo principale dell’Aliseo di NE che entra dall’area caraibica, della stagione umida tropicale. In Sonora può anche non piovere durante la stagione umida estiva, ma può aumentare un pò l’umidità relativa, il che già ostacola l’irraggiamento estremo. Per questo il picco del caldo si verifica solitamente un pò indietro nella stagione oltre al fattore fisiologico della latitudine, legata al periodo zenitale del sole che sotto il tropico viene prima del solstizio. Ma oltre agli straordinari +50.5°C di El Oregano va segnalata la straordinaria massima di ben +49.5°C registrato nella capitale del Sonora, Hermosillo, che straccia di ben +1.0°C il precedente record di caldo assoluto, e addirittura di ben +4.0°C sopra il record mensile di Giugno. Gli effetti di questa straordinaria ondata di calore, che si è sviluppata sopra l’arido deserto del Sonora, si sono estesi anche agli stati limitrofi del Messico settentrionale. Difatti si sono battuti dozzine di record in Chihuahua, sia in pianura che in montagna, e anche nella Baja California, dove in diverse località la colonnina di mercurio si è impennata sopra il muro dei +45°C +46°C.
Il caldo, malgrado una lieve attenuazione, non accennerà a placarsi neppure nei prossimi giorni fra Sonora, Chihuahua e Baja California. Quest’ariacalda e molto secca che si sta accumulando sopra i deserti del Messico settentrionale nelle prossime settimane andrà ad alimentare le ondate di calore (“heat waves”) che si dirigeranno verso il sud degli USA, a seguito dell’affondo di saccature o dell’isolamento di “CUT-OFF” a largo della West Coast, sul Pacifico orientale.
