Stanno nascendo negli Stati Uniti i primi robot che capiscono ‘al volo’ il linguaggio umano. Si tratta di cyber-cuochi che vengono addestrati a preparare piatti di spaghetti e affogati al caffè usando una nuova tecnica di programmazione basata su frasi molto comuni. Chiunque può suggerirne alcune per partecipare in prima persona a questo grande esperimento dei ricercatori della Cornell University: basta collegarsi al sito internet dell’ateneo e registrarsi alla pagina del progetto ‘Tell Me Dave’. La nuova tecnica di programmazione e tutti i dettagli di questa iniziativa di ‘crowdsourcing’ sono stati presentati dal gruppo dell’informatico Ashutosh Saxena alla conferenza ‘Robotics: Science and Systems’, ospitata dall’università della California a Berkeley. Proprio come degli apprendisti cuochi in carne e ossa, i nuovi robot sono capaci di comprendere i comandi impartiti attraverso il linguaggio di tutti i giorni da diverse persone, tenendo conto delle possibili ambiguità, delle parti mancanti o sottintese nei messaggi, riuscendo inoltre ad adattarsi all’ambiente circostante, scandagliato grazie ad una telecamera 3D. Al momento, i robot sono in grado di eseguire correttamente i comandi sei volte su dieci, anche se vengono messi a lavorare in un ambiente nuovo oppure se gli ordini vengono impartiti in maniera leggermente diversa. Questo risultato è quasi quattro volte superiore a quello ottenuto con le tradizionali tecniche di programmazione, ma – sostengono i ricercatori – c’è ancora un buon margine di miglioramento.
