Il patrimonio genetico di Oetzi e’ stato gia’ decifrato. Ma un microscopico campione di appena 0,1 grammi prelevato dall’osso pelvico della mummia – risalente a 5300 anni fa – e’ ancora in grado di fornire molte informazioni sulla mummia dell’uomo di 5 mila anni fa esposta al Museo archeologico di Bolzano. I ricercatori dell’Eurac di Bolzano e dell’Universita’ di Vienna hanno infatti analizzato i frammenti di Dna non umano rilevati sul campione, trovando traccia del batterio Treponema denticola, responsabile della parodontosi. A livello genetico e’ stata cosi’ confermata la Tac, effettuata nel 2013, secondo cui Oetzi avrebbe sofferto di parodontosi. I risultati dello studio sono stati pubblicati sulla rivista scientifica Plos One.
Archeologia: Oetzi soffriva di parodontosi
