Archeologia: rilievi con un drone sul sito paleolitico de La Pineta

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Roma Drone_Il drone quadricottero autocostruito di Giacomo FuriaUn Drone per svelare i segreti del sito paleolitico ‘La Pineta’ di Isernia dove, nei mesi scorsi – ma e’ stato annunciato solo l’8 luglio – e’ stato rinvenuto un dente da latte di un bambino di Homo heidelbergensis vissuto 600.000 anni fa. Il prossimo mercoledi’ 23 luglio, nell’area archeologica, sara’ infatti effettuato un rilievo ‘fotogrammetrico’ dell’area con l’uso di un micro-drone multi-rotore (quadricottero) per riprese aeree. Il rilievo verra’ eseguito dalla ‘Divisone droni’ del Laboratorio ad Alta Tecnologia TekneHub dell’Universita’ di Ferrara, in collaborazione con il laboratorio Greal (Geographic Reseach and Application Laboratory) dell’Universita’ Europea di Roma. “L’utilizzo di micro-droni – spiegano gli esperti che effettueranno il rilievo – e’ particolarmente utile per la ricognizione territoriale e per applicazioni legate al rilievo, allo studio e alla tutela di aree archeologiche e ambienti sensibili. I micro-droni possono essere controllati da terra con notevole precisione e possono registrare immagini ad alta risoluzione che vengono trasmesse in tempo reale ad un visore presso la stazione di controllo”. Le immagini, sia in movimento sia stazionarie, possono essere anche acquisite in memoria per successive elaborazioni. Le capacita’ di carico dei droni, inoltre, permettono il trasporto di strumenti di ripresa e misurazione di livello adeguato alle piu’ attuali applicazioni. Grazie al sistema Gps integrato, i droni possono muoversi, mantenere la posizione in volo e tornare alla base automaticamente. Questa caratteristica agevola di molto la condotta, migliorando l’efficacia operativa e il costante mantenimento delle condizioni di sicurezza. “Il rilievo tridimensionale dell’aera attualmente in fase di scavo sara’ – spiegano ancora gli esperti – utile sia a fini divulgativi sia scientifici. Il modello potra’, infatti, essere utilizzato per una navigazione virtuale sulla superficie dello scavo e dara’ importanti informazioni inerenti la distribuzione spaziale dei reperti”.