Cambiamenti climatici, appello degli scienziati: “necessaria una rivoluzione per l’ambiente”

-Una riforma radicale per l’ambiente e un freno alle emissioni di anidride carbonica entro il 2050. È quanto chiedono ai leader mondiali circa una trentina di istituti scientifici, che in una mossa senza precedenti hanno firmato un messaggio congiunto.
Nel suo report, pubblicato in vista dell’importante meeting di New York sul clima il prossimo 23 settembre, il Deep Decarbonization Pathways Project (Ddpp), gruppo che racchiude tutti i firmatari, ha anche messo in guardia sulle difficoltà per raggiungere i limiti sul riscaldamento globale fissati dalle Nazioni Unite. “Lascienza è chiara, un riscaldamento che vada oltre i due gradi Celsius porta con sé il rischio di un grave e irreversibile danneggiamento del benessere umano e delle possibilità di sviluppo di tutte le nazioni”, hanno scritto gli scienziati.
I 15 Paesi (tra cui Stati Uniti, Cina e India) a cui il report allarmistico è stato diretto sono responsabili del 70% delle emissioni globali. Secondo il report, considerando un aumento della popolazione mondiale da 7,2 miliardi di abitanti a 9,5 miliardi per la metà di questo secolo, le nazioni più sviluppate dovranno ridurre la produzione di anidride carbonica per abitante da 5,2 tonnellate attuali a 1,6 tonnellate per il 2050.
Ciò vuol dire che le emissioni raggiungeranno il loro picco molto rapidamente, per poi in seguito diminuire improvvisamente. Mentre questo appello rappresenta una guida pratica in vista del summit newyorchese, nonché un quadro di quali obiettivi siano realisticamente raggiungibili e quali invece no, la versione finale del report, che sarà rilasciata il prossimo anno, includerà dettagli su costi e benefici di una profonda “decarbonizzazione” di questi Paesi. I 15 Paesi (tra cui Stati Uniti, Cina e India) a cui il report allarmistico è stato diretto sono responsabili del 70% delle emissioni globali. Secondo il report, considerando un aumento della popolazione mondiale da 7,2 miliardi di abitanti a 9,5 miliardi per la metà di questo secolo, le nazioni più sviluppate dovranno ridurre la produzione di anidride carbonica per abitante da 5,2 tonnellate attuali a 1,6 tonnellate per il 2050. Ciò vuol dire che le emissioni raggiungeranno il loro picco molto rapidamente, per poi in seguito diminuire improvvisamente. Mentre questo appello rappresenta una guida pratica in vista del summit newyorchese, nonché un quadro di quali obiettivi siano realisticamente raggiungibili e quali invece no, la versione finale del report, che sarà rilasciata il prossimo anno, includerà dettagli su costi e benefici di una profonda “decarbonizzazione” di questi Paesi.