Cambiamenti climatici: gli habitat europei sono più a rischio

climate_changeGli habitat europei, con la flora e la fauna selvatica che vi dimorano, sono quelli piu’ a rischio per il cambiamento climatico. A dirlo e’ uno studio dell’universita’ del Southampton, secondo cui nel Vecchio Continente le zone in cui le condizioni ambientali non hanno subito grosse mutazioni sono inferiori rispetto a tutti gli altri continenti. In base all’indagine, in Europa solo il 4% del territorio e’ definibile ‘rifugio’, cioe’ un’area con elevata biodiversita’ dove le condizioni ambientali naturali sono rimaste relativamente costanti durante periodi di grandi cambiamenti. In queste aree e’ minore il rischio che il cambiamento climatico determini un cambiamento del bioma, cioe’ del complesso di vegetali locali. In Europa i rifugi di biodiversita’ si concentrano in Scandinavia e Scozia. Nel resto del mondo i rifugi piu’ grandi si trovano in Amazzonia, nel bacino del Congo, nelle foreste boreali della Russia, in Artide e nell’outback australiano. Stando agli esperti, in regioni dove resistono grandi aree naturali intatte, come in Africa, Australia e Sud America, la priorita’ e’ conservare i grandi rifugi. Nelle regioni dominate dall’uomo, come la maggior parte dell’Europa, dell’America del Nord e dell’Asia sudorientale, invece, occorre lavorare al mantenimento dei piccoli rifugi. ”La ricerca punta ad aiutare i governi a comprendere meglio dove investire risorse per tutelare la flora e la fauna selvatica, di fronte alla minaccia combinata che viene dalla distruzione degli habitat e dal cambiamento climatico”, ha spiegato il biologo Felix Eigenbrod, autore dello studio.