Hanno nomi ‘esotici’ come il ciclone Nargis o diventati tristemente famosi come Katrina, o a ricordarli basta semplicemente l’anno, come l”ondata di calore del 2003′. I disastri causati dal clima, mostra l’atlante appena pubblicato dalla World Meteorological Organization dell’Onu che copre il periodo tra il 1970 e il 2012, sono in continuo aumento, e negli ultimi 30 anni hanno causato oltre 2 milioni di morti e 2,4 mila miliardi di dollari di danni. L’agenzia ha censito quasi novemila disastri, con tempeste e inondazioni responsabili del 79% del totale, mentre tra quelli piu’ letali le inondazioni precedono di poco le siccita’. I dati mostrano chiaramente una escalation delle catastrofi: se negli anni ’70 quelle censite superavano di poco le 400 il decennio scorso ne ha viste piu’ di tremila. La tendenza riguarda sia il numero di disastri in senso assoluto che i danni prodotti, mentre il numero di morti ha visto il suo record nel decennio 1991-2000, oltre 600mila, mentre in quello passato ci si e’ fermati a ‘solo’ 387mila. ”Ovunque nel mondo ci sono aree in sviluppo e crescita demografica in zone a rischio – spiega il rapporto – specialmente in quelle costiere che sono molto piu’ colpite da inondazioni, tempeste e dall’innalzamento del livello delle acque”. Al primo posto tra le catastrofi con piu’ vittime ci sono la siccita’ che ha colpito l’Etiopia nel 1983 e l’inondazione nel Bangladesh del 1970, responsabili di 300mila morti, mentre il disastro piu’ costoso e’ stato l’uragano Katrina del 2005 costato oltre 146 miliardi di dollari. ”Questo tipo di disastri e’ in aumento nel mondo – spiega Michel Jarraud, segretario generale del Wmo -. I sistemi di allerta migliorati stanno aiutando a prevenire perdite umane, ma l’impatto socioeconomico dei disastri sta aumentando a causa della frequenza aumentata e della maggiore vulnerabilita’ delle societa’ umane”. L’Italia e’ in alto nelle classifiche, con i 20mila morti causati dall’ondata di calore del 2003 conteggiati dal Wmo che costituiscono il secondo con piu’ vittime e le inondazioni del 1994 e del 2000 rispettivamente al secondo e quarto posto tra i disastri piu’ costosi con 14,4 e 10,7 miliardi di dollari di danni. Proprio le ondate di calore sembrano diventare sempre di piu’ il rischio principale, almeno dal punto di vista del numero dei morti. Praticamente assenti dalle statistiche negli anni ’70, le vittime delle temperature eccessive sono diventate infatti meta’ del totale appena due decenni dopo.
