
”Il contrasto al mutamento climatico e’ una sfida che deve vedere in prima linea tanto l’Occidente quanto i Paesi emergenti. La posta in gioco e’ alta: il futuro del Pianeta”. La pensa cosi’ Odin Knudsen, presidente e ceo di ‘Real options international’ in precedenza alla J.P. Morgan Chase e vicepresidente della Banca Mondiale, intervistato da ‘Formiche.net’. L’esperto di soluzioni ambientali e finanza ‘verde’, in questi giorni in Italia, offre una propria visione del perche’ i limiti posti all’inquinamento non sono ”un cappio” ma ”un’opportunita”’ anche se mostra scetticismo sull’accordo atteso a Parigi per il 2015 nella Conferenza mondiale delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici: ”Un accordo si raggiungera’ – dice – ma sara’ senza significato. E’ necessario un nuovo approccio”. Il ruolo di ”guida” dovrebbero averlo ”Usa ed Unione europea”; alla base pero’ deve esserci ”un impegno globale” con ”un meccanismo internazionale equo per calcolare le emissioni”. Per Knudsen la cosa ”importante e’ stabilire il principio che tutti debbano pagare per quanto inquinano”. E’ poi convinto che la discussione sulle emissioni possa rientrare ”nel Trattato Transatlantico tra Usa e Ue”. Inoltre, passando dalla carbon tax al ruolo della Cina, vede nei ”green bond il futuro” anche se bisogna chiarire alcuni aspetti.