Fecondazione in vitro: nati 12 bimbi in provetta con un nuovo metodo meno rischioso

Ricercatori dell’Imperial College di Londra hanno utilizzato con successo un nuovo e potenzialmente più sicuro metodo per stimolare l’ovulazione nelle donne sottoposte a trattamenti per la fecondazione in vitro. Dodici bambini sono nati dopo che le loro madri hanno ricevuto un’iniezione dell’ormone naturale kisspeptina, riporta il ‘Journal of Clinical Investigation’. Per la fecondazione in vitro, i medici di solito somministrano un altro ormone, l’hCG, ma in molte donne c’è il rischio che questo possa iperstimolare le ovaie, con conseguenze pericolose per la salute: la sindrome da iperstimolazione ovarica colpisce circa un terzo delle pazienti in forma lieve, causando sintomi come nausea e vomito. Meno del 10% avverte invece disturbi da moderati a gravi, come l’insufficienza renale. Gli scienziati hanno testato il nuovo metodo su 53 volontarie sane all’Hammersmith Hospital di Londra. Il professor Waljit Dhillo, del Dipartimento di Medicina dell’Imperial College di Londra, che ha condotto lo studio, ha detto: “La sindrome da iperstimolazione ovarica è un grave problema medico e abbiamo davvero bisogno di soluzioni naturali più efficaci per la maturazione degli ovociti: i risultati di questo studio sono molto promettenti”. La kisspeptina è un ormone naturale che stimola il rilascio di altri ormoni riproduttivi all’interno del corpo. A differenza dell’hCG, che rimane nel sangue per lungo tempo dopo la somministrazione, la kisspeptina si disperde rapidamente, abbassando il rischio di iperstimolazione. Le donne coinvolte nello studio hanno ricevuto una singola iniezione di kisspeptina per indurre l’ovulazione. Ovociti maturi si sono sviluppati in 51 delle 53 partecipanti. Quarantanove donne hanno ottenuto uno o due embrioni fecondati poi trasferiti in utero, e 12 sono rimaste incinta. Un buon risultato rispetto alla terapia convenzionale. I ricercatori ora effettuerano un secondo studio su donne con sindrome dell’ovaio policistico, che hanno il più alto rischio di sindrome da iperstimolazione ovarica. “Il nostro studio – ha detto Dhillo – ha dimostrato che la kisspeptina può essere utilizzato come un strumento per la maturazione degli ovociti. E’ stata una gioia vedere 12 bambini sani nati con questo metodo”. Alison e Richard Harper hanno avuto un bimbo, Owen, a ottobre 2013 dopo aver preso parte allo studio nel mese di gennaio. “Mi sono sottoposta a diversi cicli di fecondazione in vitro in precedenza, ma quest’ultimo mi ha creato il minor disagio. Ho provato meno dolori e mi sentivo meno gonfia”.