E’ vero che finora “El Niño”, durante la sua lunga fase di incubazione, ha dovuto affrontare parecchi ostacoli. Molti di questi derivati, non tanto dalla costanza dell’Aliseo di SE che in realtà ha presentato una intensità moderata, e non particolarmente forte, quanto dal fatto che il ciclo di “ENSO” si sta completando nel cuore dell’inverno australe. Un periodo poco proficuo per la nascita di “El Niño”. Nel cuore dell’inverno australe, senza il supporto della “Madden Julian Oscillation” (“MJO”),la fredda “corrente marina di Humbold” raggiungela sua massima intensità, venendo alimentata dal soffio piuttosto sostenuto del ramo principale dell’Aliseo di SE lungo il Pacifico sud-orientale, che dal golfo di Arica risale fino alle coste peruviane ed ecuadoregne, imprimendo un intenso “Upwelling” che raffredda per bene le acque oceaniche antistanti le coste sud-americane.
In questi ultimi mesi l’attivazione del’“onda di Kelvin”, partita dal Pacifico occidentale, sta continuando a spingere in direzione del Pacifico centro-orientale masse d’acque molto calde, che stanno provocando un brusco riscaldamento superficiale del Pacifico equatoriale centro-orientale. Il proseguo del fenomeno di “El Niño”, soprattutto per quel che concerne la sua intensità, dipenderà dalle anomalie riportate dalla “Madden-Julian oscillazione”, che dall’oceano Indiano orientale e mari poco a nord degli arcipelaghi indonesiani, dove è in atto un notevole rinvigorimento dell’attività convettiva, tende a spostarsi verso la linea di cambiamento data, ubicata in mezzo al Pacifico.Il graduale spostamento verso est della “MJO”, diretta verso il Pacifico orientale, dovrebbe determinare un notevole rinforzo di “El Niño”, che dovrebbe intensificarsi entro il prossimo autunno 2014 (fra Ottobre e Novembre), quando le acque superficiali del Pacifico orientale faranno registrare anomalie di +1.5°C +2.0°C rispetto alla media (localmente anche molto più), con un conseguente incremento delle precipitazioni fra le coste occidentali degli USA, Canada, Messico e stati dell’America centrale.

Questo importante riscaldamento delle acque superficiali del Pacifico orientale equatoriale, nei prossimi giorni, comincerà ad avere importanti conseguenze, tradotte in un graduale rafforzamento dell’attività convettiva davanti le coste della Colombia e della costa ecuadoregna, dove, grazie al contributo delle “Calme equatoriali”, si potranno sviluppare imponenti “Clusters temporaleschi”, capaci di scaricare forti precipitazioni, a prevalente sfogo temporalesco. Un sensibile incremento della piovosità si dovrebbe registrare lungo le coste pacifiche colombiane e quelle ecuadoregne, dove nelle prossime settimane potrebbero manifestarsi fenomeni precipitativi di una certa intensità. La formazione di “El Niño” rischierà di avere pesantissime ripercussioni climatiche già dal prossimo autunno, contribuendo a determinare un conseguente aumento delle temperature medie a livello globale entro il 2015, con gravi siccità in Australia, Africa ed Europa meridionale, e rischio di tempeste e inondazioni lungo le coste occidentali del continente americano. Nella prima fase del fenomeno, specie se in presenza di un “Nino strong”, il caldo dilagherà soprattutto nelle aree tropicali continentali, con l’innesco di ondate di calore molto forti che potrebbero mettere a rischio la stabilità di molti record di caldo assoluti. Ma da qui all’autunno di acqua sotto i ponti ne continuerà a scorrere. I mesi di Agosto e Settembre saranno decisivi per stabilire la reale influenza del nuovo “El Niño” 2014 .
