
Il loto ha un profondo significato religioso per gli Indù e i Buddisti, simboleggiando la bellezza, la purezza e la divinità. Per gli Induisti, infatti, la dea Lakshmi, consorte di Vishnu, eterea come la fortuna e il benessere che rappresenta, viene spesso dipinta seduta su un fiore di loto. Mentre tra le mani le scorre un fiume di monete. Quasi tutte le divinità del Buddhismo sono rappresentate sedute sui fiori di loto che simboleggiano la purezza; mentre i petali rappresentano la molteplicità degli universi sui quali regnano le divinità raffigurate.
Chiamato anche Loto Blu, Giglio Sacro o Fagiolo dell’India, il loto indiano è il fiore nazionale dell’india e del Vietnam. In autunno, in Cina si festeggia la luna. In quel giorno si mangiano e regalano tradizionalmente le torte della luna , fatte con pasta di semi di loto e rossi d’uovo d’anatra salati. Della pianta, in cucina, non si butta via nulla: i fiori sono impiegati come verdura o in zuppe, gli stami dei fiori per la preparazione di thè aromatico, i semi come farina per preparare il pane, tostati come surrogato del caffè o in minestre e piatti di verdure miste; gli steli cotti come verdura, con un caratteristico sapore che ricorda la barbabietola o come involucro per cuocere altri cibi; mentre i rizomi, dal sapore dolce e dalla consistenza croccante, ricchi di amido, sono largamente utilizzati nella cucina cinese anche marinati in aceto.
La pianta viene impiegata da oltre mille anni nella medicina popolare cinese, nel trattamento della febbre, contro acne e eczemi. Gli stami sono utilizzati nel trattamento della frequenza urinaria, dell’eiaculazione precoce, dell’emolisi e dell’epistasi; l’amido ricavato dai semi è utilizzato per trattare la diarrea, l’infuso di radice contro raffreddori, congestioni o infezioni nasali, bronchiti, asma, tosse e pertosse. In erboristeria e fitoterapia, il fiore di loto viene utilizzato in sinergia con altre erbe, come equilibratore psicofisico e come antinvecchiamento, mentre l’essenza ricavata dalla pianta funge da elisir spirituale. Il Nelumbo nucifera, grazie ai tannini in esso contenuti, ha proprietà antinfiammatorie e astringenti, mentre gli alcaloidi ninfeina e nufarina, gli conferiscono proprietà afrodiasiache. Inoltre, funge da anticonvulsivante e da stimolante cardiaco e respiratorio. Le fibre ricavate dal loto sono utilizzate per la tessitura di stoffe con cui vengono realizzati gli abiti dei monaci buddisti di alto rango.
