La configurazione barica che in questi giorni domina lo scenario meteo/climatico sul vecchio continente presenta caratteristiche che hanno ben poco da vedere con la stagione estiva. Cosi, mentre sull’Europa centrale e sul bacino centro-occidentale del mar Mediterraneo circolano masse d’aria relativamente fredde, d’estrazione sub-polare marittima, che stanno determinando un brusco calo dei valori termici, specie fra Francia ed Italia, più a nord, sul Northland norvegese l’afflusso di aria molto calda dalle latitudini sub-tropicali dell’Atlantico, sta causando una eccezionale ondata di calore, con la caduta di decine di record di caldo. Sembra davvero un paradosso vedere temperature di +34°C sul nord della Norvegia, mentre in molte città italiane il termometro fa fatica a superare i +22°C in pieno giorno. mentre Su tutti spiccano i +34.0°C registrati a Møre og Romsdal. Ma la temperatura più alta in assoluto toccata sul territorio norvegese sono i +34.4°C registrati a Hjeltnes, dove il caldo è divenuto davvero insopportabile vista l’elevata latitudine. Notevolissimi pure i +32.5°C stabiliti a Narvik, dove pare sia stato distrutto persino il precedente record assoluto di caldo. Questa eccezionale ondata di calore che sta duramente colpendo i territori della Norvegia centro-settentrionale è originata dall’afflusso di aria molto calda e relativamente umida, di stampo sub-tropicale oceanica, che dalle latitudini sub-tropicali dell’Atlantico, e più precisamente dal tratto prospiciente le Azzorre, risale in direzione del mar di Norvegia e della Scandinavia, determinando una brusca scaldata.
Ma il forte aumento termico che negli ultimi giorni ha interessato la Norvegia e parte del territorio svedese, dove le massime hanno largamente sforato il muro dei +32°C +33°C, è stato indotto da una somma di fattori che contraddistinguono il robusto promontorio anticiclonico, da giorni accasato sulla penisola Scandinava. Il prolungato soleggiamento diurno e le “Subsidenze atmosferiche” prodotte da quest’ultimo, sommandosi al consistente apporto di aria molto calda dalle latitudini sub-tropicali atlantiche, hanno contribuito a far impennare i termometri su valori davvero prossimi ai record assoluti. Soprattutto sul Northland norvegese, dove massime di oltre i +33°C +34°C sono valori estremamente rari per questa ampia porzione della Norvegia. Le masse d’aria calde e relativamente umide avrebbero raggiunto la Norvegia centro-settentrionale risalendo lungo il bordo più occidentale del robusto promontorio anticiclonico, tramite l’attivazione di una moderata ventilazione da S-SO e SO che dall’Atlantico orientale si allunga, tramite un asse piuttosto stretto, fino alla Scandinavia settentrionale. Quest’aria molto calda, la stessa che alimenta il cuore caldo dell’anticiclone delle Azzorre, ha difatti ben alimentato il promontorio anticiclonico, ormai giunto al traverso col proprio asse principale sulla Scandinavia, con l’isolamento di un consistente massimo di geopotenziale in quota che è alla base dello sviluppo dell’ampio “delta” (diramazione del “getto polare” principale in due rami secondari dello stesso), fra l’Islanda e il mar di Norvegia.

