I rcercatori dell’Università di Southampton hanno scoperto che l’acqua piovana può penetrare tra le fratture della crosta superiore della Terra. I fluidi derivati dall’acqua piovana sono stati trovati nella crosta duttile – dove temperature di oltre +300°C e pressioni elevate causano la flessione delle rocce. Le acque superficiali raggiungono tali profondità e sono riscaldate sino a +400°C e reagiscono in modo significativo con le rocce crostali. I fluidi, quindi, lasciano depositi di minerali contenenti una piccola quantità d’acqua intrappolata nel loro interno. La ricerca rileva che i fluidi nella crosta terrestre possono indebolire le rocce e innescare terremoti lungo le linee di faglia bloccate. I nuovi risultati suggeriscono che l’acqua piovana può essere responsabile per il controllo di processi importanti, anche nelle profondità della Terra. Ciò potrebbe avere importanti implicazioni per una maggiore comprensione dei terremoti. Per arrivare a tali risultati, i ricercatori hanno studiato i fluidi geotermici e le vene di minerali delle Alpi meridionali del Sud della Nuova Zelanda, dove la collisione tra due placche tettoniche avviene vicina alla superficie. I fluidi in quest’area possono fluire verso l’alto dalle profondità della crosta, dove vengono rilasciati da rocce calde da reazioni metamorfiche, o da acqua piovana che può defluire dalla superficie, costretta dalla alte montagne soprastanti. Ora, un team guidato dal Dr. Catriona Menzies, analizzerà le implicazioni delle scoperte in relazione ai cicli sismici.
