
Inizialmente il progetto di legge n.124, presentato da alcuni consiglieri regionali, prevedeva un solo articolo. In sostanza, veniva data la possibilità ai Comuni di autorizzare lo svolgimento di manifestazioni che prevedono il transito di mezzi motorizzati (moto, Suv, quad) su strade agro silvo pastorali, nei boschi, nei pascoli, sulle mulattiere e sui sentieri.
La proposta di legge ha trovato la ferma opposizione di molte associazioni, fra cui il CAI (Club Alpino Italiano), che ha lanciato una petizione firmata già da oltre 41.000 persone (può essere letta e firmata qui). Secondo il CAI infatti molti moto-club provenienti dall’estero e dalle Regioni dove questa pratica è vietata, potrebbero essere attirati in Lombardia, magari con il favore dei Comuni che, gravati da noti problemi di bilancio potranno ricavare qualche entrata da queste manifestazioni. A risentirne però oltre all’ambiente saranno quanti vogliono godere del risicato patrimonio boschivo rimasto ancora intatto in una maniera più sostenibile: ad esempio camminando o andando in bicicletta.
Quel contestatissimo testo, contro cui si è costituito un vasto e composito coordinamento di associazioni (Associazione Parco Sud, CAI Lombardia, FAI Lombardia, Legambiente Lombardia, Italia Nostra Lombardia, Mountain Wilderness Lombardia, OrobieVive, Touring Club, WWF Lombardia) nelle discussioni in commissione Agricoltura si è andato arricchendo di altri articoli che cambiano -secondo quanto riporta in un comunicato il WWF – l’impianto dell’intera disciplina di tutela delle foreste lombarde, a partire dalla definizione di bosco: una definizione fondamentale, perchè stabilisce il discrimine tra ciò che, anche sotto il profilo urbanistico, è tutelato, e ciò che non lo è.
In Lombardia sono 621 mila gli ettari di suolo coperti da boschi e foreste: il 26% del territorio della regione. Il 96% dei boschi però si trova in montagna e collina, mentre nel territorio di pianura se ne distribuiscono poche migliaia di ettari, boschi spesso piccoli e precari, continuamente minacciati da scelte urbanistiche e infrastrutturali proprio perchè sovente considerati terreni marginali e di scarso valore.