La tempesta tropicale “Arthur”, formatasi nella giornata di ieri a largo delle coste atlantiche della Florida, inaugura la stagione degli uragani lungo le coste degli Stati Uniti. Transitando sopra un tratto di acque superficiali molto calde, antistanti le coste della Florida, “Arthur” nelle ultime ore si è sensibilmente rafforzato, fino ad essere promosso ad uragano di 1^ categoria sulla scala Saffir-Simpson, con venti medi sostenuti che hanno, seppur di poco, raggiunto i 121 km/h, mentre la pressione centrale ha toccato un picco sui 985 hpa. Analizzando attentamente le immagini satellitari notiamo come la struttura di “Arthur” sia decisamente più congrua per un uragano di 1^ categoria Saffir-Simpson, con la presenza di ampie bande nuvolose spiraliformi, ampiamente arcuate, ed un occhio ormai chiuso.

Proprio nelle ultime ore, sempre dalle moviole satellitari, è stato possibile osservare il rapido sviluppo di un impressionante “Cluster temporalesco” poco ad est dall’area dell’occhio, che ha dato luogo a fortissimi rovesci di pioggia in pieno oceano, nel tratto antistante le coste della Florida settentrionale, con elevatissimi indici di rain/rate. Il “Wind Shear”, rimasto su valori medio-bassi, non dovrebbe infastidire più di tanto la ciclogenesi tropicali, che continua la sua avanzata verso nord, spingendosi nel tratto di costa antistante il South Carolina e North Carolina. Proprio nel corso delle prossime ore l’uragano dovrebbe toccare il suo picco di massima intensità, muovendosi molto lentamente verso nord-nord/est, fino al tratto prospiciente le coste del South Carolina e del North Carolina. A causa del “Wind Shear” piuttosto debole, fino all’approccio dell’uragano alle coste del North Carolina, “Arthur” dovrebbe mantenere il suo status di uragano di 1^ categoria sulla scala Saffir-Simpson, presentando all’interno dell’area perturbata venti medi sostenuti fino a 120 km/h, e raffiche di gran lunga superiori attorno il suo occhio centrale.
Più che per le piogge, che dovrebbero rimanere relegato in oceano, si teme per le mareggiate che già da domani investiranno i bassi litorali sabbiosi del South Carolina e North Carolina, producendo non pochi danni a seguito della forte erosione cagionata dall’intenso moto ondoso. Proprio per questo motivo, le autorità locali del North Carolina hanno diramatal’allerta e ordinata l’evacuazione obbligatoria delle Outer Banks dell’Isola Hatteras, particolarmente vulnerabili durante le forti mareggiate prodotte dai “Nor’easter” (denominazione utilizzata per indicare il risucchio, da parte della profonda circolazione depressionaria, delle masse d’aria fredde d’estrazione canadese che raggiungono le coste del New England tramite una gelida e intensa ventilazione da Nord e N-NE, trasformando delle nevicate di moderata intensità in un vero “blizzard” statunitense). Difatti, lungo il bordo settentrionale di “Arthur” si stanno attivando forti venti dai quadranti orientali, in prevalenza da E-SE, Est, E-NE e NE, che stanno già sollevando un moto ondoso davvero imponente, con la formazione di onde di “mare vivo” alte anche più di 4-5 metri.
Una parte di queste imponenti ondate, sollevate dai forti venti orientali attivi lungo il lato nord di “Arthur”, si spingerà in direzione delle coste del South Carolina e North Carolina, sotto forma di onde lunghe ben formate, dando luogo ad intense mareggiate che martelleranno buona parte del litorale dell’East Coast, accelerando il fenomeno dell’erosione costiera, specie nei tratti maggiormente esposti, come Outer Banks. Qui se le mareggiate si assoceranno al picco di alta marea si potranno verificare danni importanti, visto che le acque del mare, per l’effetto dello “Storm Surge”, invaderanno l’intera area costiera. Già nelle tempeste del 10 Ottobre 2013 e 18 Marzo 2014 Outer Banks hanno subito pesanti danni, a seguito delle mareggiate, rimanendo isolate per diverse settimana dal continente americano. Ma mareggiate consistenti sono attese, a partire dal pomeriggio di domani, pure sulle coste della Virginia, dove irromperanno onde da NE e E-NE, alte anche più di 4 metri, che attiveranno forti risacche, intorbidendo le acque del mare per poco meno di un miglio dalla costa. Già in queste mare il tratto di oceano antistante le coste della Florida settentrionale e del South Carolina si sta sensibilmente agitando, per l’azione dei forti venti da NE e N-NE attivi sul margine occidentale di “Arthur”.
Nelle ultime ore la boa oceanografica a sud-est di Charleston ha fatto registrare un rapido incremento del moto ondoso e del vento, segnalando il passaggio di onde medie alte fino a 4,40 metri, con forti venti da N-NE e Nord, che hanno toccato un picco di ben 83 km/h. Nessuna località costiera degli Stati Uniti (neppure insulare), fra South Carolina e Virginia, dovrebbe registrare venti violenti, aventi l’intensità di uragano. Ma nelle prossime ore, il passaggio ravvicinato della tempesta, in lento spostamento verso nord-nord/est, dovrebbe causare un significativo rinforzo della ventilazione da NO e Nord, specie nel tratto fra Long bay e Folly Island, dove i venti da Nord, N-NO e NO raggiungeranno l’intensità di burrasca, facendo registrare raffiche di picco che supereranno punte di 60-70 km/h. Dopo aver oltrepassato Cape Hatteras “Arthur” dovrebbe cominciare a perdere parte della sua forza, venendo declassato in una tempesta tropicale che transiterà poco a largo dell’East Coast, dove si verificheranno significative mareggiate, da onda lunga, oltre che una sensibile intensificazione della ventilazione dai quadranti nord-orientali e settentrionali. Gli effetti dovrebbero ripercuotersi fino alle coste del New England, nel corso del weekend, anche se con molta probabilità la tempesta ancora prima di avvicinarsi a New York comincerà a virare verso l’Atlantico, venendo poi agganciata in quota dal flusso delle “Westerlies” delle medie latitudini, che dal nord America si muovono verso l’Europa.