
Un team di ricerca internazionale pubblica il primo studio clinico i cui risultati hanno consentito di controllare l’infezione da malaria in una nazione africana. Lo studio, pubblicato online sull”American Journal of Tropical Medicine and Hygiene’, rappresenta una pietra miliare nella ricerca di nuovi farmaci e di vaccini contro questa malattia. L’Africa soffre del più alto carico di morti per malaria nel mondo. Si stima che circa il 90% dei 660.000 decessi annuali si verifichino nella zona sub-sahariana del continente africano, secondo l’Organizzazione mondiale della sanità. Il nuovo studio ha stabilito che un nuovo prodotto contenente sporozoiti congelati interi, che rappresentano una fase infettiva del parassita malarico Plasmodium falciparum, possono essere utilizzati per ‘infettare’ in maniera sicura dei volontari, attraverso un’iniezione, dopodiché questi ricevono il trattamento contro la malaria. Il trial clinico è anche il primo progetto sostenuto finanziariamente dal governo della Tanzania, attraverso la Commissione Tanzania per la Scienza e la Tecnologia. Il lavoro è stato reso possibile grazie a un’innovazione tecnica di un’azienda americana, la Sanaria (creata dall’ex presidente dell’American Society of Tropical Medicine and Hygiene, Stephen Hoffman), che ha sviluppato un sistema per crescere sporozoiti in zanzare di laboratorio e confezionarli in modo puro e asettico, adatto a un trial clinico. Prima di questo, si poteva solamente provare a infettare deliberatamente i volontari esponendoli a speciali insettari possibili da creare solo in Europa o Stati Uniti. “Siamo davvero entusiasti dei buoni risultati di questo test contro la malaria – ha detto Salim Abdullah, ricercatore principale dello studio e direttore del Ifakara Health Institute del Bagamoyo Research and Training Centre di Bagamoyo, in Tanzania – esso apre opportunità senza precedenti per la valutazione di nuovi farmaci e vaccini contro la malaria in Africa”.