Nevicate d’estate fra Alpi e Appennini, ecco i precedenti più significativi della storia

Dopo il passaggio del nucleo di aria fredda in quota, sub-polare marittima, nell’ultima settimana si sono fatte sempre più consistenti le anomalie termiche negative che da una settimana abbondante stanno continuando ad interessare il comparto centrale del vecchio continente, fra Francia, Italia centro-settentrionale, Svizzera e Germania. Durante lo scorso fine settimana, quando il blocco di aria sub-polare, sotto la spinta del ramo discendente del “getto polare”, si è rapidamente versato sul territorio francese e lungo l’area alpina, coinvolgendo pure l’Italia settentrionale, la Svizzera, l’Austria, la Germania e la Repubblica Ceca, in Francia le temperature minime sono scese fino a +8°C +10°C sulle aree pianeggianti del nord.

alpiNeve02Ma ancora più rilevante è il ritorno della neve fino a bassa quota sulle Alpi e sulle cime più elevate dell’Appennino. Qui tutto di colpo pare che sia tornato l’autunno, con paesaggi nuovamente innevati e temperature crollate in prossimità degli +0°C in alta montagna.

Questa rilevante avvezione fredda, che ha colpito gran parte dei paesi dell’Europa centro-occidentale, dalla Francia alla Germania, determinerà una rilevante anomalia termica negativa, con valori di -4°C al di sotto delle medie del periodo. Il ritorno della neve sulle Alpi, a quote relativamente basse per la stagione può ritenersi anomalo per il periodo estivo. Ma parlare di un episodio di carattere addirittura eccezionale, o persino ultrasecolare, forse è anche un po’ azzardato.

Del resto ripercorrendo un po’ la storia climatica del nostro paese si evince come simili episodi di freddo tardivo, a cavallo dell’ingresso della bella stagione, si sono verificati più volte, proprio nei mesi di Giugno, Luglio e Agosto, che possiamo ritenere pienamente estivi. In molti di questi casi gli eventi freddi presentarono un’intensità superiore a dispetto di quanto registrato in questi ultimi giorni, pur essendosi verificati in piena estate. Per esempio possiamo citare l’incredibile ondata di freddo che investì le regioni centro-settentrionali nel Luglio del 1970, quando un nucleo di aria molto fredda in quota, nel cuore della stagione estiva, scivolo sulle nostre regioni settentrionali, riportando la neve sulle Alpi a partire dagli 800-1000 metri, con accumuli a tratti anche rilevanti, visto le abbondanti precipitazioni. In quei giorni solo a Cortina d’Ampezzo si verificò un’insolita nevicata che lasciò un accumulo di ben 15-16 cm di neve fresca.

Lo sfondamento delle masse d’aria, d’estrazione polare, fece drasticamente calare i valori termici, innescando incredibili anomalie termiche negative per uno dei mesi più caldi dell’anno. Un’altra curiosa irruzione di aria piuttosto fredda, di lontane origine sub-polari, caratterizzò l’Agosto del 1976, quando sull’Appennino settentrionale torno d’improvviso la neve, con i primi depositi di bianco a partire dai 1200-1300 metri (localmente anche a quote più basse). Anche in quell’evento freddo e neve turbarono il periodo estivo, determinando considerevoli disagi e allontanando turisti e bagnanti dalle più rinomate spiagge del nord Italia. Per il mese di Agosto fu davvero un evento eccezionale, molto simile alla recentissima irruzione fredda dei giorni scorsi. Un’altra anomala ondata di freddo, nulla a che vedere con quanto visto in questi ultimi giorni.

Anche in quell’occasione, con largo anticipo sulla normale tabella di marcia, la neve imbiancò i rilievi di Alpi, Prealpi e l’Appennino centro-settentrionale fin sotto i 1000 metri, a quote decisamente inferiori sull’area alpina. Notevolissima anche l’avvezione fredda di fine Giugno 1995, quando l’afflusso di un blocco di aria molto fredda in quota, in discesa dalle latitudini polari, causò insolite nevicate tardive, localmente fino a 900-1000m sull’Appennino settentrionale, con le principali cime rimaste imbiancate dalla “dama bianca”. Da segnalare, infine, pure la tardiva avvezione fredda del Giugno del 2006, che determinerò delle incredibili nevicate tardive a bassa quota sui rilievi interni della Sardegna e su quelli della Corsica, regalando paesaggi più tipici per il mese di Dicembre che per l’inizio dell’estate.