“Il peccato nostro e’ sfruttare la terra e non lasciare che ci dia quello che ha dentro”. Papa Francesco ha risposto cosi’ alla denuncia di un giovane contadino (laureato in agraria) riguardo al tema della mancata “custodia” della natura. Francesco si e’ complimentato con il giovane per la sua scelta di fare il corso di laurea e poi tornare a lavorare la terra “per vocazione”. “Restare a fare il contadino sulla terra non e’ – ha osservato Bergoglio – rimanere fisso, e’ fare un dialogo per far diventare la terra feconda per tutti noi”. “Un buon percorso formativo – ha detto – non offre facili soluzioni, ma aiuta ad avere uno sguardo piu’ aperto e piu’ creativo per valorizzare meglio le risorse del territorio”. In proposito, il Papa ha ringraziato il Molise per avergli donato un dipinto che rappresenta proprio una maternita’.
“Maternita’ – ha ricordato – comporta travaglio, ma il travaglio del parto e’ orientato alla vita, e’ pieno di speranza”. Secoondo Francesco, “una delle piu’ grandi sfide della nostra epoca: convertirci ad uno sviluppo che sappia rispettare il creato”. “Io vedo l’America, che e’ la mia patria – ha poi concluso – tante foreste spogliate, che diventano terra che non si puo’ coltivare, che non puo’ dare vita”.
