Non accenna a placarsi l’intensa ondata di calore che ormai da diverse settimane sta investendo vaste aree della Siberia centro-meridionale. Solo nei giorni scorsi, in diverse località della Russia asiatica meridionale, i termometri hanno varcato la soglia dei +37°C +38°C, con picchi prossimi ai +39°C +40°C all’ombra. Già nelle settimane scorse ci eravamo più volte occupati dell’anomala ondata di calore insistente nei territori siberiani, e delle sue conseguenze dirette legate alla manifestazione, tavolta improvvisa, di violenti fenomeni temporaleschi, collegati al ristagno dell’aria molto calda e umida nei bassi strati. Come già sottolineato in precedenza, queste forti ondate di calore che colpiscono la Siberia vengono inframmezzate da brevi ma intense rinfrescate, con la discesa di masse d’aria fredda di origini polari dalle coste artiche siberiane verso la taiga, accompagnate da fenomeni temporaleschi anche violenti, contraddistinti da grandinate, attività elettrica a fondoscala e forti colpi di vento (“downbursts”) ed occasionali fenomeni vorticosi. Proprio lo scorso sabato 12 Luglio 2014, un forte temporale, accompagnato da una violenta grandinata e forti raffiche di vento (“downburst”), aveva flagellato la città di Novosibirsk, causando ingenti danni e purtroppo anche due vittime.

Ma nonostante le periodiche rinfrescate, di breve durata, l’aria calda, dalle “arroventate” steppe del Kazakistan e della Mongolia torna a distendersi su buona parte del territorio siberiano, provocando su questo brusche scaldate, con punte fino a +34°C +35°C nel cuore della taiga, mentre poco più a sud i termometri si avvicinano ai +38°C +39°C, arrivando a sfiorare il fatidico muro dei +40°C. Nel corso del fine settimana, appena trascorso, il caldo si è ulteriormente intensificato anche nella famosa Repubblica di Yacuzia, conosciuta in tutto il mondo per essere il polo del grande gelo dell’inverno boreale, dove i termometri possono sprofondare al di sotto dei -60°C. Fra le temperature più elevate, notevolissimi i +34°C registrati da Ust Crakhry, a ben 66° di latitudine nord. Ma temperature massime largamente superiori ai +30°C +32°C si sono registrate anche sopra i 70° di latitudine nord. Una parte dell’aria molto calda continentalizzata, che da diverse settimana staziona nei medi e bassi strati, sopra il territorio della Siberia centro-occidentale, è riuscita a muoversi in direzione della costa artica siberiana, risalendo il bordo occidentale (dove domina la ventilazione dai quadranti meridionali) del vasto promontorio anticiclonico di blocco che domina lo scenario meteo/climatico sull’area siberiana.