A una trentina di chilometri da Bolzano si trova il Corno del Renon, uno dei luoghi più suggestivi e panoramici dell’Alto Adige, da cui si gode di una spettacolare vista, a 360 gradi, sull’arco alpino; dal Catinaccio, lo Sciliar e il Latemar, ai ghiacciai che dividono l’Italia dall’Austria, sino alle Dolomiti del Brenta… una meta gettonata tra gli amanti del trekking che incanta i visitatori con le sue stupende piramidi di terra che spuntano, inaspettate, lungo le sue pendici, dando vita a sorprendenti giochi della natura che vale la pena di ammirare lungo uno dei tanti sentieri che risalgono l’altopiano. Probabilmente le più famose piramidi di terra dell’Alto Adige sono quelle del Renon. Si tratta delle più alte e più belle nella loro forma di tutta l’Europa.
Inoltre, sull’altopiano del Renon, troviamo questo fenomeno in ben tre posti differenti: nella valle di Rio Rivellone a Soprabolzano, nella valletta del Rio Fosco tra Longomoso e Monte di Mezzo ed anche ad Auna di Sotto, nelle vicinanze del Rio Gasterer. Nella Val Pusteria, piramidi di terra molto particolari sono situate a Plata e Terento. Il costante susseguirsi di piogge e periodi di siccità, durante i secoli, ha dato vita a questo suggestivo fenomeno geologico, originatosi dall’erosione delle rocce moreniche argillose di origine glaciale. I pinnacoli rocciosi, diventati il simbolo del comune di Renon, si ergono come denti aguzzi nel bosco e se duri come macigni allo stato asciutto, quando l’argilla si bagna, diventano morbidi come il burro. Le colonne di terra, che possono raggiungere i 30 metri d’altezza, sono formate da detriti morenici solidificati e presentano una grossa pietra in cima che svolge un’azione protettiva, facendo in modo che l’acqua non eroda la colonna stessa. Se il masso cade, infatti, l’intera colonna crolla con il passare del tempo per poi far posto ad altri pilastri.
