Il potente MCC (Mesoscale Convective Complex), ossia un sistema temporalesco a larga scala, che nel corso della nottata scorsa si è sviluppato sul nord della Romania, come temevamo, ha dato la stura a forti precipitazioni temporalesche che hanno prodotto dei “flash floods” in varie aree della Romania settentrionale, dove interi villaggi e centri abitati sono rimasti sott’acqua. L’ingentissima quantità d’acqua caduta, nel giro di poche ore, ha determinato la rapida ondata di piena di diversi fiumi e corsi d’acqua che straripando in più punti hanno allagato intere campagne, villaggi e piccole cittadine del nord della Romania.
Fortunatamente, almeno per il momento, nonostante i danni materiali, non si segnalano ne vittime e ne feriti fra la popolazione, anche perché le aree interessate dai forti temporali non risultano densamente abitate. Come abbiamo già spiegato ieri il MCC può essere definito come un grosso sistema temporalesco formato dall’unione di vari MCS ravvicinati tra loro e molto vigorosi, oppure può essere visto come un grande MCS di notevoli dimensioni, con una struttura interna molto possente. Dalle immagini satellitari gli MCC appaiono sotto forma di grossi sistemi nuvolosi di forma tondeggiante, ovale o anche ellittica e ricoprono aree geografiche piuttosto vaste, anche per centinaia di chilometri. In questo caso, il sistema convettivo, dalla forma tondeggiante, nel corso della nottata di ieri, ormai aveva raggiunto delle dimensioni spaziali davvero enormi, tanto da inglobare gran parte del territorio della Romania e parte della Moldavia, con una attività convettiva veramente esplosiva concentrata sul nord della Romania.
Segno che le gigantesche nubi cumuliformi, alimentate da violentissimi moti convettivi, avrebbero sfondato il limite della tropopausa, sfondando fino ai limiti della stratosfera. Generalmente se la parte sommitale delle nubi temporalesche (in presenza di sistemi convettivi su larga scala) raggiunge una temperatura, di almeno -52°C, allora possiamo iniziare a parlare di Mesoscale Convective Complex. La caratteristica dei MCC è che una volta sviluppati possono durare per molte ore e scaricare impressionanti quantità di pioggia, con elevato rischio di eventi alluvionali, essendo sistemi ad elevato potenziale energetico e che vengono castamente alimentati da aria molto calda e umida nei bassi strati e da forti divergenze delle correnti alle quote superiori della troposfera. Recentemente si è scoperto che il crollo barico originato dal passaggio di un MCC può favorire la formazione di una latente circolazione ciclonica, nella media atmosfera, che provoca un prolungamento dell’ondata di maltempo, con abbondanti precipitazioni che vanno ad invalidare le previsioni fatte dai principali modelli matematici. Il MCC che la scorsa notte si è formato sopra la Romania, si è generato lungo il settore pre-frontale dell’ampia circolazione ciclonica, a carattere freddo, che da giorni domani fra l’alto Adriatico e l’Europa centrale.
Questo mix, sommandosi alla presenza di un “CAPE” (energia potenziale disponibile alla convezione) molto elevato, data la presenza nei bassi strati di aria calda e sufficientemente umida sopra il territorio rumeno, ha poi creato l’ambiente ideale per lo scoppio di moti convettivi violenti, che hanno sospinto le masse d’aria caldo e umide dallo strato prossimo al suolo fino ai 12-13 km di altezza. L’imponente sistema convettivo a larga scala è poi collassato solo nel corso della prima mattinata odierna, con il graduale indebolimento della convenzione, mentre il progressivo diradamento dei cumulonembi temporaleschi ha originato un immenso corpo nuvoloso, composto prevalentemente da nubi medio-alte, che i venti troposferici, da S-SO, hanno spinto in direzione della Moldavia e dell’Ucraina occidentale e della Polonia meridionale.
