Scienza sempre più vicina alla scoperta degli alieni: “entro il 2030 li troveremo”

Aumentano a ritmo incalzante le scoperte sui pianeti esterni al Sistema Solare e sulla possibilita’ che possano ospitare forme di vita. Tanto che le prime scoperte in questa direzione potrebbero non tardare molto: sono considerate un obiettivo possibile entro il 2030, ha osservato Raffaele Gratton, dell’Osservatorio di Padova dell’Istituto Nazionale di Astrofisica (Inaf). Le attese si concentrano sul nuovo telescopio spaziale James Webb e su una nuova categoria di osservatori a terra come l’European Extremely Large Telescope (Eelt) in Cile. Nel frattempo i successi nella ricerca di pianeti al di fuori del nostro sistema solare si susseguono sempre piu’ rapidamente.

Tra gli ultimi in ordine di tempo ci sono l’accuratissima misurazione delle dimensioni di una ‘sosia’ della Terra che si trova a 300 anni luce da noi e la possibilita’ di rintracciare la presenza di vere e proprie civilta’ aliene ‘industrializzate’ attraverso gli inquinanti presenti nell’atmosfera. Sono ‘tappe’ di avvicinamento verso la possibile scoperta di forme di vita aliena: “Ma la vera rivoluzione – ha spiegato Gratton – arrivera’ con il telescopio James Webb e soprattutto con la nuova generazione di apparecchiature di terra come l’European Extremely Large Telescope”. Il lancio del telescopio Webb, realizzato congiuntamente da Nasa, Agenzia Spaziale Europea (Esa) e Agenzia Spaziale Canadese, e’ previsto nel 2018.

E’ uno strumento estremamente potente, che potra’ fornire osservazioni incredibilmente nitide e riconoscere molto probabilmente la ‘firma’ di eventuali forme di vita. Il limite pero’ potrebbe essere la sua breve vita, circa cinque anni: forse troppo poco per riuscire a esplorare i pianeti con le condizioni adatte alla vita. “Speranze piu’ concrete – ha aggiunto Gratton – le avremo con i grandi telescopi di terra che si stanno progettando in questi anni. Bisognera’ aspettare qualche anno in piu’ ma questi strumenti avranno quasi certamente la capacita’ di riconoscere la presenza di vita aliena. Credo che entro il 2030 potremmo averne certezza”. La risposta potrebbe arrivare dalla scoperta di ossigeno nell’atmosfera, in particolare variazioni stagionali di questo gas, e molto piu’ difficilmente dalla ricerca di inquinanti come i clorofluorocarburi (Cfc). “Sarebbe ancor piu’ difficile che trovare un ago in un pagliaio – ha precisato Gratton – basti pensare che la nostra civilta’ ha gia’ smesso di produrli e che in 4 miliardi di anni cio’ e’ avvenuto solo per 50 anni”. L’eventualita’ pero’ che le ricerche si rivelino infruttuose pero’ esiste: “Se non dovessimo trovare nulla – ha proseguito il ricercatore italiano – vorrebbe dire che stiamo sbagliando qualcosa oppure che la vita sia piu’ rara di quanto crediamo”.

SMOG E SPAZZATURA POSSONO AIUTARCI A TROVARE GLI ALIENI – A dirci se esistono o meno gli extraterrestri saranno lo smog e la spazzatura. Lo sostiene lo statunitense Centro di astrofisica Harvard-Smithsonian, una delle principali istituzioni scientifiche mondiali in questo settore, secondo cui sarebbe possibile rilevare tracce di vita aliena su altri pianeti andando a cercare l’eventuale presenza di sostanze inquinanti. Gli scienziati, infatti, sarebbero in grado di rilevare la presenza di gas come i Cfc, i clorofluorocarburi, in galassie lontane che potrebbero segnalare la presenza di civilta’ industrializzate. Questa analisi sara’ possibile tra pochi anni, nel 2018, quando sara’ lanciato dalla Nasa il telescopio spaziale James Webb, che promette di essere 10-100 volte piu’ potente del suo predecessore Hubble.