“Neoguri”, muovendosi verso il caldo mar delle Filippine, la principale fabbrica di cicloni tropicali della Terra, continua sempre più a rafforzarsi, mantenendo lo status di super-tifone di 4^ categoria sulla scala Saffir-Simpson, presentando al proprio interno venti davvero violenti che toccano i 220 km/h nell’area attorno l’occhio centrale. Nel corso della giornata di ieri la tempesta presentava una struttura davvero enorme, con impressionanti bande nuvolose spiraliformi che ruotavano a grandissima velocità attorno l’occhio centrale, ben definito dalla fortissima forza centrifuga sprigionata. Le moviole satellitari mettono in evidenza la presenza di bande nuvolose davvero imponenti lungo il bordo meridionale di “Neoguri”, che stanno scaricando precipitazioni a carattere torrenziale lungo il settore centro-orientale del mar delle Filippine.
Queste enormi bande nuvolose spiraliformi, presenti sul lato meridionale del super-tifone, vengono costantemente alimentate dal richiamo di ingenti quantitativi di aria calda e molto umida, aspirata dal caldo mar delle Filippine dalla stessa profondissima circolazione ciclonica, tramite l’attivazione di intensi venti dai quadranti occidentali attivi sul mar delle Filippine. Quest’aria calda e molto umida risucchiata dal mar delle Filippine, ed in modo particolare dal tratto antistante l’isola filippina di Luzon, una volta inserita all’interno della potente circolazione ciclonica tende velocemente ad ascendere verso l’alta troposfera, assumendo uno spiccato moto vorticoso. L’aria calda e umida salendo in modo rapido verso l’alta troposfera, una volta raffreddata e condensata, a seguito della potentissima forza centrifuga sprigionata da “Neoguri” agevola la formazione di queste impressionanti bande nuvolose spiraliformi lungo il margine meridionale del super-tifone, ben visibili dalle moviole satellitari e persino dai suggestivi scatti dalla Stazione Spaziale Internazionale.
Sul lato nord, invece, la presenza di aria più secca, convogliata in seno al ramo principale dell’Aliseo di NE che agisce sul Pacifico occidentale, nel tratto di oceano ad est di Taiwan, sta inibendo la formazione di bande nuvolose spiraliformi ben sviluppate come sul lato sud del ciclone tropicale. Scorrendo sopra un tratto di acque superficiali molto calde, sui +30°C +31°C, in un’area con debole “Wind Shear”, sul Pacifico occidentale, la tempesta mantiene a piena la 4^ categoria sulla scala Saffir-Simpson, con venti medi sostenuti violentissimi che sono stati capaci di superare la soglia dei 220-225 km/h. Come da previsione, il considerevole rinforzo dell’attività convettiva attorno i lati del tifone, ha liberato una gran quantità di energia che oltre ad approfondire la già intensa circolazione ciclonica, nei medi e bassi strati, ha reso il “gradiente barico orizzontale” ancora più esplosivo, rendendo i venti ciclonici sempre più intensi e tempestosi attorno l’area perturbata, con violentissimi “venti di sbarramento” che hanno raggiunto picchi di oltre i 225 km/h nell’area attorno l’occhio centrale.
Si è venuto cosi ad attivare il famoso processo di“autoalimentazione”, caratteristico dei cicloni tropicali, con il costante risucchio di masse d’aria calde e molto umide, marittime, dalla vicina periferia del tifone, che oltre a far esplodere la convenzione nella parte centrale del sistema, hanno contribuito a sviluppare imponenti bande nuvoloso spiraliformi che sono state ben alimentate dalle enormi quantità di vapore acqueo risucchiato dalle calde acque superficiali del Pacifico occidentale, nel tratto ad ovest delle isole Marianne. La forte intensificazione del processo di “autoalimentazione” del potente ciclone tropicale, contraddistinto dallo sviluppo di poderosi moti ascensionali che condensando in imponenti nubi temporalesche le grandi quantità di vapore acqueo risucchiato dalla superficie oceanica, aumentando in tal modo l’instabilità atmosferica, ha accompagnato il drastico tracollo della pressione barometrica nei pressi dell’occhio centrale di “Neoguri”, trasformandolo in un perfetto super-tifone di 4^ categoria Saffir-Simpson, con venti medi sostenuti violentissimi, che hanno raggiunto un picco estremo di ben 225 km/h, nel corso della giornata odierna.
I violentissimi e turbolenti venti ciclonici, spazzando un’area relativamente vasta di oceano a nord-ovest delle Marianne, hanno alzato ondate di “mare vivo” davvero imponenti, che hanno raggiunto picchi di oltre gli 8-9 metri, ma con “Run-Up” anche superiori a pochi di chilometri dal passaggio dell’occhio centrale del super-tifone. Il moto ondoso creato dai violenti “venti di sbarramento”, che ruotano a grandissima velocità attorno il profondissimo minimo barico centrale, è molto confuso, con la formazione di grandi onde provenienti da più direzioni. Questo tipo di moto ondoso, piuttosto confuso, è tipico dentro i cicloni tropicali, dato l’andamento molto turbolento dei venti ciclonici e la considerevole forza centrifuga che caratterizza il ciclone, il quale presenta un potentissimo “gradiente barico orizzontale” molto ristretto che rende i venti ancora più furiosi.
Tali condizioni meteo/marine estreme rendono la navigazione marittima proibitiva per le navi di piccola e media stazza, alle quali sovente è consigliato un passaggio lungo la periferia della circolazione ciclonica, evitando di imbattersi nelle tempeste più violente che si concentrato a ridosso dell’occhio centrale. Il tifone, purtroppo, deviando verso nord-ovest, tenderà a spostarsi sopra un vasto tratto di acque calde, valori compresi fra i +29°C +30°C, che si estendono a grande profondità. Questo enorme potenziale termico fornito dall’oceano Pacifico, sommato alla presenza di un ambiente umidissimo nei bassi strati e un debole “Wind Shear” in quota, rischia di potenziare ulteriormente “Neoguri”, il quale ancor prima di spingersi in direzione dell’arcipelago giapponese delle Ryùkyù potrebbe addirittura evolversi in un pericoloso super-tifone di 5^ categoria della Saffir-Simpson, con “venti di sbarramento” di estrema violenza che potranno sfondare la soglia dei 250 km/h.
Dopo aver oltrepassato i 20° – 21° di latitudine nord, approssimandosi all’arcipelago giapponese delle Ryùkyù, la tempesta, a contatto con acque superficiali meno calde, dovrebbe iniziare ad indebolirsi, raggiungendo con molta probabilità l’arcipelago nipponico come tifone di 3^ categoria Saffir-Simpson. Va detto però che date le notevoli dimensioni il super-tifone impiegherà molto tempo prima di indebolirsi alla 3^ e 2^ categoria Saffir-Simpson. In tal caso le Ryùkyù rischiano, nella giornata di martedì 8 Luglio, di essere spazzate dai forti venti ciclonici del ciclone, attivi sul quadrante occidentale di “Neoguri”, che potrebbero toccare punte di oltre i 150-160 km/h nel caso in cui l’occhio centrale del tifone passerà a poco meno di 100 km da Okinawa. Se il nucleo centrale della tempesta invece sfilerà più ad est, sul Pacifico, le Ryùkyù non dovrebbero essere interessate da venti particolarmente violenti, capaci di arrecare danni a strutture e abitazioni, se non una temporanea intensificazione dei venti da E-NE, NE, in successiva rotazione da N-NE, Nord e NO.
Ma anche se l’occhio centrale di “Neoguri” passerà a debita distanza da Okinawa le Ryùkyù saranno martellate da potenti mareggiate, con l’arrivo di grandi ondate di “mare vivo” che potranno superare anche i 7-8 metri di altezza, causando delle gravi inondazioni lungo le aree costiere esposte al Pacifico. Dopo essere passato molto vicino alle Ryùkyù la tempesta, decisamente indebolita, dovrebbe cominciare a virare più verso nord, dirigendosi verso l’isola giapponese di Kyushu, e investendo da vicino la città di Nagasaki che nella serata di mercoledì 9 Luglio potrebbe sperimentare venti molto forti, accompagnati dalle intense precipitazioni apportate dalle bande nuvolose che scorreranno lungo il bordo occidentale del tifone. Pertanto, pur effettuando il “landfall” come tifone di 2^ o 1^ categoria, viste le notevoli dimensioni e le enormi quantità di vapore acqueo contenute, “Neoguri” rischia di causare non pochi danni lungo le coste meridionali del Giappone.
