Le acque del Pacifico si affollano di tempeste tropicali e tifoni, “Halong” è il più pericoloso perchè punta dritto il Giappone

Un weekend abbastanza movimento si prospetta per il Pacifico tropicale, dove in questi giorni si sono sviluppate diverse perturbazioni tropicali organizzate. Alcune di queste, strutturandosi a tutte le quote e muovendosi su acque esageratamente calde (vuoi anche per l’azione di “El Nino” 2014) e sopra ambienti molto umidi, e contraddistinti da bassi indici di “Wind Shear”, rischiano di trasformarsi in cicloni tropicali. Sul Pacifico centro-orientale, per esempio, troviamo in azione la tempesta tropicale “Iselle”, fra i 14° nord e i 120° ovest, che tende a muoversi verso ovest-nord/ovest. La tempesta presenta una struttura abbastanza solida, con una buona rotazione ben definita nei bassi strati e la presenza attorno il nucleo centrale di “venti di sbarramento” piuttosto intensi.

Nel corso della tarda serata di ieri “Iselle”, durante il suo movimento verso ovest-nord/ovest, si è trovata a scorrere sopra un ampio tratto di acque superficiali molto calde, estese a grandi profondità, che hanno fornito il calore latente necessario per far scoppiare l’attività convettiva lungo tutti i quadranti della profonda tempesta tropicale. Questo rafforzamento della convenzione ha determinato un approfondimento della circolazione depressionaria tropicale, che ora presenta un minimo barico al suolo di 998 hpa, e un conseguente inasprimento del “gradiente barico orizzontale”. L’intensificazione del “gradiente barico orizzontale” sta provocando una intensificazione dei venti ciclonici, sempre più prossimi allo status di uragano di 1^ categoria sulla scala Saffir-Simpson, con una velocità media sostenuta sui 100 km/h nell’area attorno, mentre i venti che mantengono la forza di tropical storm ormai si estendono per oltre 60 km dal centro di “Iselle”.

Ormai è questione di ore, ma a breve “Iselle” diverrà un ciclone tropicale di 1^ categoria sulla scala Saffir-Simpson, non appena la tempesta supererà i 130° ovest di longitudine, spingendosi nel cuore del Pacifico centro-orientale. Questa progressiva intensificazione di “Iselle” è ascrivibile al passaggio dell’intensa tempesta tropicale sopra un vasto tratto di acque superficiali molto calde, posizionato nell’area ad ovest dei 130° di longitudine ovest, che agevolerà l’innesco del famoso processo di “autoalimentazione”, caratteristico dei cicloni tropicali, con il costante risucchio di masse d’aria calde e molto umide, marittime, dalla vicina periferia della tempesta, le quali oltre a far esplodere la convenzione nella parte centrale del sistema, contribuiranno a sviluppare imponenti bande nuvoloso spiraliformi che verranno alimentate dalle grandi quantità di vapore acqueo risucchiato dalle calde acque superficiali del Pacifico centro-orientale. Le immagini satellitari mostrano che “Iselle” ha sviluppato un occhio grande e lacero, presentando tutto attorno una grande area di imponenti corpi nuvolosi dalla forma torreggiante che assumono sempre più la tipica forma spiraliforme, caratteristica degli uragani di categoria 1^ e 2^. Grazie alla presenza di un “Wind Shear” moderato in quota e ad acque superficiali molto calde, con valori prossimi ai +28°C +29°C, “Iselle” probabilmente manterrà lo status di uragano di 1^ categoria Saffir-Simpson fino alla giornata di domenica. All’inizio della prossima settimana, la tempesta si spingerà su acque superficiali più fredde, attorno i +27°C, piuttosto marginali per il mantenimento di un uragano. Per questo “Iselle” da lunedì comincerà rapidamente ad indebolirsi, fino ad venire declassato da tempesta tropicale a semplice depressione tropicale che si muoverà lungo il tratto di oceano a sud delle Hawaii.

La tempesta tropicale “Halong” una minaccia per il Giappone trasformandosi in insidioso tifone di 3^ categoria

Preoccupa la formazione della tempesta tropicale “Halong”, nata nei giorni scorsi sul Pacifico occidentale, nel tratto antistante l’isola di Guam. “Halong”, entrando sopra le calde acque superficiali del mar delle Filippine, in un’area caratterizzata da basso “Wind Shear” si sta notevolmente intensificando, tanto da trasformarsi a breve in un tifone di 1^ categoria sulla scala Saffir-Simpson, con venti medi sostenuti fino a 120-130 km/h e raffiche di picco di gran lunga superiori. Questa perturbazione, denominata “Halong”, proprio nelle prossime 24-36 ore potrebbe sensibilmente intensificarsi, trasformandosi in un energetico tifone di 2^ categoria, sulla scala Saffir-Simpson, in procinto di puntare gli arcipelaghi nipponici delle Ryùkyù nei prossimi 5-6 giorni. Quello che si teme maggiormente è proprio la sua traiettoria, definita molto pericolosa. “Halong” si muoverà verso nord-nord/ovest su acque superficiali molto calde, con valori di oltre i +29°C +30°C, che forniranno ad esso un ingente mole di vapore acqueo e calore latente.

Quest’enorme quantità di calore latente, messo a disposizione dalla superficie oceanica, venendo risucchiata dallo stesso ciclone tropicale, in transito ad ovest delle Marianne, rafforzeranno notevolmente la circolazione ciclonica, collaudando la convenzione su tutti i lati della circolazione depressionaria. Questo considerevole rinforzo dell’attività convettiva attorno i lati del tifone libererà una gran quantità di energia che oltre ad approfondire la già intensa circolazione ciclonica, nei medi e bassi strati, provocherà di conseguenza un sensibile inspessimento del “gradiente barico orizzontale”, rendendo i venti ciclonici sempre più intensi e tempestosi attorno l’area perturbata. Si verrà cosi ad attivare il famoso processo di “autoalimentazione”, caratteristico dei cicloni tropicali, con il costante risucchio di masse d’aria calde e molto umide, marittime, dalla vicina periferia del tifone, che oltre a far esplodere la convenzione nella parte centrale del sistema, contribuirà a sviluppare imponenti bande nuvoloso spiraliformi che verranno alimentate dalle enormi quantità di vapore acqueo risucchiato dalle calde acque superficiali del Pacifico occidentale.

Una volta innestato il processo di “autoalimentazione”, con lo sviluppo di poderosi moti ascensionali che condenseranno in imponenti nubi temporalesche le grandi quantità di vapore acqueo risucchiato dalla superficie oceanica, aumentando in tal modo l’instabilità atmosferica con il conseguente approfondimento del minimo barico centrale nei pressi dell’occhio, “Halong” potrebbe avvicinarsi al tratto di oceano antistante le Ryùkyù, divenendo un pericoloso tifone di 3^ categoria, con venti medi sostenuti che potranno raggiungere i 180-190 km/h nell’area attorno l’occhio, sollevando all’interno dell’area perturbata ondate alte anche più di 8 metri.