La prossima fase delle ricerche dell’aereo Malaysia Airlines scomparso l’8 marzo scorso con 239 persone a bordo sara’ lunga e difficile: lo scrive oggi la Bbc online, spiegando che le ricerche – per il momento interrotte – riprenderanno “probabilmente” a fine settembre e, secondo le autorita’ australiane, potrebbero durare un anno. Per ora prosegue la mappatura dettagliata da parte di due navi specializzate – la Fugro Equator e la Zhu Kezhen – della vasta area che verra’ perlustrata dopo l’estate, circa 60mila chilometri quadrati di fondali ‘tappezzati’ da vulcani e montagne sottomarine che renderanno il lavoro dei robot ancora piu’ arduo. La Fugro Equator (olandese) e la Zhu Kezhen (cinese) produrranno una mappa batimetrica dei fondali (che misura le profondita’) che servira’ poi per le ricerche, da eseguire sia con l’aiuto di robot sottomarini, sia con sofisticate apparecchiature di profondita’ in traino. L’area in questione dovrebbe coprire la zona in cui gli esperti ritengono sia finito il volo MH370 della compagnia malese. A fine maggio e’ stato rivelato che i ‘ping’ acustici che avevano fatto pensare alla presenza delle scatole nere del velivolo, non erano legate a esse ma erano in realta’ originati da una delle navi di ricerca. I segnali avevano fatto scattare una ricerca internazionale, rimasta infruttuosa, con aerei, navi e sottomarini telecomandati, in un’area che ha coperto 4,64 milioni di kmq di oceano.
Aereo malese scomparso: la nuova fase di ricerche potrebbe durare un anno
