Il numero di casi continua a crescere, e ormai si avvicina a quota mille. Il tentativo di arginare l’epidemia di Ebola, dunque, ha sempre piu’ bisogno di misure straordinarie. Mentre gli esperti dell’Oms le stanno valutando a Ginevra si registrano il primo morto in Arabia Saudita e il secondo in Nigeria, oltre al primo contagiato europeo che sta per essere trasferito in Spagna. In aiuto delle misure di prevenzione, che non stanno dando i risultati sperati, potrebbero arrivare i trattamenti sperimentali ora chiusi nei cassetti, di cui l’agenzia valutera’ l’uso dalla prossima settimana. L’ultimo bollettino dell’Organizzazione Mondiale della Sanita’ parla di 932 morti per il virus mentre sono 1.711 i casi accertati in quattro paesi africani, Guinea, Liberia, Sierra Leone e Nigeria.
In quest’ultimo paese, dove Ebola e’ arrivato a causa di un viaggiatore liberiano che si e’ sentito male in aereo, e’ morta una delle infermiere che aveva prestato soccorso, e ci sono altri sette casi sospetti. ”Sono venti gli operatori sanitari morti per l’epidemia – sottolinea Giuseppe Ippolito, Direttore Scientifico dell’Istituto Spallanzani di Roma -. In realta’ le misure di prevenzione indicate dalle agenzie internazionali dovrebbero evitare la trasmissione, ma non tutti i paesi le hanno messe in atto correttamente”. Tutte le notizie sul virus sono attualmente allo studio da parte del Comitato di Emergenza dell’Oms, che dovrebbe decidere se dichiarare l’epidemia ’emergenza di salute pubblica di livello internazionale’, uno status che prevederebbe misure aggiuntive per i paesi colpiti. Sull’uso di vaccini e farmaci sperimentali in Africa, un nuovo appello e’ stato formulato da tre tra i principali esperti mondiali del virus, tra cui Peter Piot, uno degli scopritori, e sembra aver fatto breccia nel ‘cuore’ dell’agenzia.
”All’inizio della prossima settimana – ha annunciato l’Oms – verra’ istituito un panel di esperti incaricato di valutare gli aspetti etici della vicenda”. Un’eventuale espansione dell’epidemia alla Nigeria dovrebbe preoccupare anche l’Italia, visto che secondo i dati del registro degli Italiani all’Estero sono oltre mille i nostri connazionali nel paese, mentre negli altri colpiti sono una ventina. Il primo paziente europeo segnalato e’ comunque il missionario spagnolo di 75 anni Miguel Pajares, che ha contratto il virus in Liberia. In queste ore un aereo militare lo sta riportando in patria, facendone anche il primo caso che varca i confini europei. Non ci sono invece, ha sottolineato durante il question time alla Camera il ministro della Salute Beatrice Lorenzin, casi in Italia. Lorenzin ha mostrato una foto che gira sul web che invece annuncia tre casi a Lampedusa. ”’Non solo non c’e’ stato nessun caso di Ebola – ha specificato – ma ho chiamato stamattina il centro di Lampedusa e mi dicono che negli ultimi giorni non e’ stato verificato alcun caso di malattia neanche lieve. Questo tipo di informazione e’ pericolosa per la salute pubblica”.
