Una nuova ondata di maltempo dalle caratteristiche autunnali, caratterizzata da un sensibile calo delle temperature, rovesci di pioggia sparsi e venti piuttosto intensi, che raggiungono lo status di burrasca, sta colpendo i paesi dell’Europa centro-settentrionale, fra Isole Britanniche, Norvegia meridionale, Danimarca e sud della Svezia. L’erezione verso latitudini più settentrionali dell’anticiclone delle Azzorre (l’ennesima della stagione) ha erodo, in parte, la profonda depressione d’Islanda, che dopo aver ricevuto la spallata del robusto anticiclone oceanico ha cominciato a traslare verso est, evolvendosi rapidamente in una profonda depressione extratropicale, sui 990 hpa, che dopo essere transitata nel tratto di oceano limitrofo alle isole Shetland si muoverà in direzione del settore più settentrionale del mar del Nord, con l’annesso sistema frontale nei bassi strati, ormai parzialmente occluso.
Come osservato dalle moviole satellitari delle ultime ore, questa vasta e profonda ciclogenesi viene supportata in quota dallo scivolamento del ramo principale del “getto polare”, lungo il bordo orientale dell’anticiclone azzorriano, che con la sua notevole velocità imprimerà una notevole avvezione di vorticità positiva alla struttura depressionaria, che oltre a rafforzarsi, determinerà un ulteriore inspessimento del “gradiente barico orizzontale” lungo il suo bordo occidentale.
Questo significativo inspessimento del “gradiente barico orizzontale”, già di per se molto intenso visto la presenza ad ovest del promontorio anticiclonico delle Azzorre, con massimi di oltre i 1032 hpa sulle coste meridionali della Groenlandia, produrrà un consistente rinforzo della ventilazione settentrionale che spira lungo il lato occidentale della depressione. La notevole differenza barica che si verrà a creare fra le coste della Norvegia meridionale, sede del profondo minimo depressionario sui 990 hpa, e quelle della Groenlandia meridionale, dove si posizioneranno i massimi anticiclonici sui 1032 hpa, scaverà un profondo “gradiente barico orizzontale”, pronto a produrre venti piuttosto intensi su un ampio tratto di mare. Si verranno così ad attivare forti venti di burrasca da Nord e N-NO fra Scozia e Inghilterra, da N-NO e NO su gran parte del mar del Nord, fino alle coste di Olanda e Danimarca, e da N-NE e NE sul mar di Norvegia, con raffiche che entro il pomeriggio di domani potranno raggiungere e superare picchi di oltre i 70-80 km/h, localmente anche 90 km/h. Specialmente nel tratto di mare antistante le coste meridionali della Norvegia, a largo de Bergen e Stavanger, dove nel pomeriggio di domani, con lo spostamento della profonda circolazione depressionaria verso le coste della Norvegia meridionale, penetreranno intensi venti di burrasca, da N-NO e NO, che dal mar di Norvegia si fionderanno su tutto il mar del Nord, raggiungendo le coste occidentali della Danimarca, quelle settentrionali della Germania e olandesi.
Come capita sovente in queste configurazioni bariche, con profondi vortice depressionari che si collocano sull’area scandinava, l’impetuosa ventilazione nord-occidentale, in discesa dalle alte latitudini dell’Atlantica, dopo essere scivolata a largo delle coste norvegesi si “canalizzerà” nel tratto di mare compreso fra i rilievi della Norvegia meridionale e le coste della Scozia e dell’Inghilterra orientale, permettendo ai venti da NO di potersi allineare in tutto il mar del Nord, determinando sopra questo bacino un ampio “Fetch” (l’estensione dello spazio di mare su cui soffia il vento) che ha riguardato l’intero bacino. Difatti questa caratteristica accrescerà il moto ondoso lungo tutto il mar del Nord. Visto l’ampio “Fetch” (spazio di mare su cui soffia il vento) in mare aperto, esteso per centinaia di chilometri, i forti venti settentrionali, da NO e N-NO, si formeranno grandi ondate di “mare vivo”, alte fino a 4-5 metri in mare aperto, che si spingeranno nelle prossime ore fino al settore settentrionale del mar del Nord, area dove sono ubicate diverse piattaforme petrolifere. Queste ondate si spingeranno in direzione delle coste occidentali della Danimarca, quelle settentrionali della Germania e olandesi, attivando su queste mareggiate, con onde fino a 4-5 metri che si spezzeranno sui bassi fondali sabbiosi.
Nella serata di domani i forti venti da NO, dopo aver aggirato le coste meridionali norvegesi, investiranno pure la Danimarca e la Svezia meridionale, estendendosi sul mar Baltico, con una componente decisamente più da O-NO o occidentale che insisterà fino alla giornata di domani, con raffiche che supereranno i 60 km/h, localmente anche più di 70 km/h, nel tratto di mare che separa Danimarca orientale e Svezia meridionale, fra Malmo e Gotenborg. Oltre ai forti venti e alle burrasche questa profonda circolazione depressionaria apporterà delle piogge, dei rovesci e locali temporali di carattere grandinigeno sparsi, fra la Scozia orientale, l’est dell’Inghilterra, la Norvegia meridionale, il sud della Svezia e la Danimarca. Quest’instabilità sarà prodotta dallo scivolamento, lungo il bordo occidentale della depressione, di masse d’aria molto fredde in quota che si scalderanno nei bassi strati dopo il passaggio obbligatorio sopra le più miti acque del mar di Norvegia (con la conseguente intensificazione del “gradiente termico verticale”).
Tale riscaldamento della fredda massa d’aria, nei bassi strati, riacutizza l’instabilità, visto che nella media troposfera l’aria conserva le sue caratteristiche gelide. Difatti i contrasti termici esacerbano il “gradiente termico verticale” in seno alla massa d’aria polare, favorendo lo sviluppo di diffusi moti convettivi che danno origine a quella nuvolosità puntiforme, identificabile in nubi di tipo Cumuliformi, come Congesti e Cumulonembi, che daranno la stura a rovesci sparsi, che assumeranno carattere nevoso sui rilievi più elevati della Scozia e della Norvegia centro-meridionale.
