Giornata di dolore e preghiera domani a Pieve di Soligo dove in Duomo si svolgeranno i funerali delle quattro vittime di Refrontolo, ma tutto il Veneto sara’ chiamato a fermarsi almeno un attimo per ricordare la tragedia di sabato notte. I feretri giungeranno domani mattina nel Duomo e la celebrazione congiunta sara’ officiata nel pomeriggio, alle 15, dal vescovo di Vittorio Veneto (Treviso), Corrado Pizziolo, e concelebrata dai parroci dei paesi di residenza dei defunti. Le salme prenderanno poi la strada dei cimiteri di Ramera di Conegliano, Falze’ di Piave, Refrontolo e Pieve di Soligo. Corone di fiori dal presidente della Repubblica Giorgio Napolitano e dal premier Matteo Renzi scortate dai carabinieri.
Alla cerimonia e’ prevista la partecipazione di migliaia di persone e molte assisteranno alla celebrazione attraverso alcuni maxischermi e le dirette televisive di reti locali. Ma tutto il Veneto domani e’ chiamato a dare un segno del suo dolore: il governatore Luca Zaia ha invitato i 579 sindaci veneti e i presidenti delle Province a manifestare il lutto con l’esposizione della bandiera a mezz’asta e l’eventuale presenza del gonfalone listato a lutto ai funerali accompagnato da un rappresentante dell’Istituzione. “Per i cittadini e gli imprenditori – dice Zaia – non ci sono regole da seguire. Un pensiero puo’ essere espresso in tanti modi”. La necessita’ di restare il piu’ possibile vicino alle famiglie delle vittime e’ sentita forte dall’organizzatore della festa ‘dei omeni’ che si e’ trasformata in tragedia, Maurizio Bernardi. “Domani saremo tutti al funerale e accompagneremo in chiesa i nostri amici – dice – e nei prossimi giorni cercheremo anche di capire come poter sostenere in modo concreto i familiari”.
“Forse – aggiunge – ci ritroveremo ancora, fra un anno, a cenare assieme sotto un tendone. E a ricordare i nostri amici che, senza dubbio, vorrebbero che noi continuassimo come sempre. Pero’ ci vuole coraggio e adesso non possiamo proprio prevedere se riusciremo a trovarlo ed a riaccendere l’entusiasmo di prima”. Mentre sono in lento ma progressivo miglioramento le condizioni dei due feriti gravi ricoverati in ospedale a Treviso, sul fronte delle indagini la procura della Repubblica di Treviso ha deciso di procedere a ricognizioni aeree dei luoghi interessati dall’alluvione. Le immagini verranno confrontate con quelle di analoghe riprese effettuate di recente sulla stessa area. I magistrati hanno spiegato che l’operazione dovrebbe consentire di comprendere se a far tracimare il torrente Lierza sia stata soltanto l’acqua piovana o se ad essa si siano aggiunte masse di detriti.
Ad oggi non risultano ancora persone indagate nell’inchiesta, avviata per le ipotesi di reato di disastro colposo e omicidio colposo plurimo. Il ministro dell’Ambiente Gian Luca Galletti, che nei giorni scorsi si era recato sul luogo del disastro e che domani presenziera’ ai funerali, al question time dopo la tragedia, ha ribadito che per combattere il rischio idrogeologico “c’e’ bisogno di un cambiamento culturale collettivo” perche’ il Paese e’ particolarmente esposto, “e’ il piu’ a rischio in Europa”. Per il capo del Soccorso Alpino bellunese Fabio Bristot, il disastro di Refrontolo e’ stato causato “da un evento eccezionale, la pioggia, che ha provocato una bomba d’acqua alta sino a 4 metri”, a cui si debbono aggiungere “come concause piccole e medie, il deposito di ramaglie, presenti peraltro in tutti i fiumi italiani, il fogliame e le balle di fieno”. Un richiamo all’attenzione verso le organizzazioni di eventi paesani e’ stato fatto oggi dal prefetto di Venezia Domenico Cuttaia. “E’ necessario adottare – ha indicato il prefetto – ogni misura ritenuta idonea a prevenire rischi per l’incolumita’ pubblica, anche a seguito di improvvisi e imprevedibili episodi meteorologici di una certa consistenza che potrebbero accadere repentinamente”.