Mentre nell’emisfero nord siamo all’inizio di agosto, nel terzo e ultimo mese dell’estate meteorologica, dall’altra parte del mondo è iniziato l’ultimo mese dell’inverno australe. Il Nuova Zelanda la situazione nivometrica è drammatica. Nelle Alpi meridionali del Paese neozelandese, infatti, continua a piovere fino ad alta quota. Le piste della Craigieburn Valley Ski Area non sono state aperte neanche un giorno in questa stagione eccezionalmente avara di neve. Nick Jarman, operatore sciistico locale, si dice “impazzito”: “non riesco a sopportare la pioggia che cade in pieno inverno, lavoro qui da 30 anni e non si era mai verificata una stagione così”.
Gli operatori sciistici di tutta la Nuova Zelanda sono disperati. I meteorologi parlano di “caldo record dal 1909” e gli esperti confermano che i ghiacciai del Paese si stanno sciogliendo a ritmo allarmante a causa dei cambiamenti climatici.
Le aree sciistiche più importanti del Paese sono riuscite ad aprire le piste per qualche giorno solo perchè hanno investito tanti soldi in attrezzature per la neve artificiale, che hanno “pompato” con quantità senza precedenti per bilanciare ‘assenza di neve naturale. Un’attività che ha mantenuto la reputazione del Paese che è terra degli sport invernali e che ogni anno attira oltre 60.000 sciatori e snowboarder provenienti dall’Australia e anche da altri Paesi vicini solo da giugno ad agosto, nei mesi invernali.
A Queenstown’s Coronet Peak 200 cannoni da neve hanno sparato coltre bianca ininterrottamente per giorno e notte, con spese per milioni di dollari. Disagi in molte località dove gli operatori non sono riusciti ad avviare la stagione per le troppe spese lasciando a casa decine di dipendenti. La crisi si fa sentire anche qui: “non stiamo andando a caviale e salmone, è un momento molto difficile” dichiarano i titolari delle aziende del settore. I cambiamenti climatici stanno compromettendo il clima del Paese: i ghiacci delle Alpi del Sud del Paese sono diminuiti del 15% dal 1976 al 2008. “E’ una situazione abbastanza allarmante” ha detto il glaciologo Trevor Chinn, “la situazione sta cambiando e bisogna prenderne atto”. A giugno, nel primo mese dell’inverno australe, le temperature hanno battuto tutti i record di caldo. A luglio la situazione non è cambiata di molto, e agosto non promette nulla di buono. Solo i cannoni spara-neve possono salvare lo sci nella Nuova Zelanda.
