
Farmaci di ultima generazione e tempismo: sono le due armi che gli esperti devono mettere in campo per contrastare le complicazioni cardiache nei pazienti diabetici. Le malattie del cuore sono infatti frequenti in chi ha il diabete: il 60% di questi pazienti sviluppa patologie cardiovascolari, e la meta’ di questi (30%) presenta una sindrome coronarica acuta. Ora uno studio dell’Ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo ha messo a punto un protocollo per affrontare al meglio questo tipo di problemi. Lo studio, pubblicato sul Giornale Italiano di Cardiologia, e’ firmato da Roberta Rossini, Giuseppe Musumeci e Roberto Trevisan. “Il diabete – spiegano gli esperti – causa una disfunzione alle piastrine che aumenta il rischio che si formino dei grumi di sangue. Coaguli che pero’ si possono prevenire con un’appropriata terapia farmacologica. Se pero’ una coronaria risulta ostruita bisogna intervenire precocemente: un team dedicato deve valutare se bisogna preferire il bypass oppure l’angioplastica”. Adesso gli esperti attiveranno entro i prossimi mesi un Registro Osservazionale in Lombardia, che servira’ a capire quanto e come i medici lombardi riusciranno ad applicare concretamente le linee guida e quali miglioramenti sara’ possibile raggiungere nel trattamento dei pazienti. L’obiettivo e’ contenere il piu’ possibile “un problema di enorme portata – commenta Rossini – basti pensare che nel mondo sono 382 milioni le persone affette da diabete, destinate a diventare quasi 600 milioni tra vent’anni. Solo in Italia i malati sono gia’ 3 milioni cioe’ il 5% della popolazione”.