Ebola: dagli USA cautela sul siero “miracoloso”

-Ieri, la notizia del siero sperimentale, top secret e apparentemente “miracoloso”, secondo le testimonianze, grazie al quale le condizioni dei due cittadini statunitensi che hanno contratto il virus dell’ebola sarebbero migliorate. E’ però troppo presto per sapere se il siero, sviluppato da un’azienda statunitense, abbia avuto davvero successo, secondo Anthony Fauci, direttore del National Institute for Allergy and Infectious Diseases (Niaid), che fa parte dell’Istituto nazionale della salute (Nih), l’agenzia del dipartimento della Salute statunitense. Per il dottor Fauci – intervistato dal Wall Street Journal – servono studi clinici su altri pazienti per dimostrare l’efficacia e la sicurezza del farmaco, che per la prima volta è stato testato sulle persone per cercare di salvare Kent Brantly e Nancy Writebol, i due statunitensi che hanno contratto il virus in Liberia. “Non si può provare” il successo del trattamento, finché non ci saranno “studi clinici su una grande quantità di persone”. Al momento, non esistono vaccini o trattamenti approvati dalle autorità sanitarie per l’ebola, che ha provocato quai 900 morti nelle ultime settimane in Liberia, Guinea e Sierra Leone. Il siero somministrato a Brantly e Writebol si chiama ZMapp ed è stato sviluppato da Mapp Biopharmaceutical Inc. di San Diego (California). Mapp e un’azienda affiliata, LeafBio, stanno collaborando con una società canadese, Defyrus Inc., per sviluppare il trattamento – individuato a gennaio nel corso di un programma di ricerca sostenuto anche dal governo statunitense – composto da tre anticorpi monoclonali, secondo un comunicato diffuso da Mapp e LeafBio, che stanno collaborando con le agenzie governative per aumentarne la produzione al più presto. Mapp ha poi aggiunto: “Qualsiasi decisione di usare un farmaco sperimentale su un paziente sarà presa dal medico curante sotto le linee guida regolatrici della Fda (l’ente governativo che si occupa della regolamentazione dei farmaci, ndr)”. Intanto, il Niaid sta sviluppando un vaccino per l’ebola, efficace nel proteggere le scimmie su cui è stato testato, ha raccontato Fauci. Il Niaid dovrebbe cominciare a provarlo sugli esseri umani a settembre e i primi risultati potrebbero essere disponibili nel gennaio 2015. Il dottor Kent Brantly (33 anni) è tornato negli Stati Uniti nello scorso fine settimana ed è ora ricoverato in isolamento all’ospedale della Emory University, ad Atlanta; è invece atteso oggi l’arrivo di Nancy Writebol (59 anni), che avrebbe ricevuto due delle tre fiale del siero sperimentale arrivate la scorsa settimana in Liberia. Secondo Bruce Johnson, il presidente di Sim Usa, l’associazione di Charlotte per cui la donna lavorava in Africa, Writebol riesce a camminare con il supporto di una persona e ha di nuovo appetito. Johnson, però, esita a riconoscere il merito dei miglioramenti al farmaco sperimentale, perché l’ebola è “un virus complicato e un giorno puoi stare meglio, e quello dopo peggio. Un giorno non è indicativo per l’esito, ma siamo grati che questo farmaco fosse disponibile”. La Fda deve autorizzare l’uso di un trattamento sperimentale negli Stati Uniti, ma non ha l’autorità di permetterlo o impedirlo in un altro Paese, e i due americani hanno ricevuto il farmaco in Liberia. La portavoce della Fda ha detto di non poter né confermare, né smentire la possibilità che l’agenzia permetta ai due malati di ricevere il trattamento sperimentale negli Stati Uniti.