
”L’epidemia di Ebola in Africa occidentale e’ un completo disastro e le agenzie di salute non hanno ancora raggiunto e compreso a pieno il loro scopo. Nessuno ancora ha una reale misura della vastita’ di questa crisi”. A puntare il dito contro una gestione insufficiente dell’epidemia di Ebola e’ Joanne Liu, presidente di Medici Senza Frontiere (Msf), come riporta il New York Times. ”Non c’e’ una buona raccolta dei dati – continua – ne’ una sorveglianza sufficiente”. Con i suoi due centri di trattamento in ognuno dei tre paesi piu’ colpiti dall’infezione (Guinea, Liberia e Sierra Leone), Msf e’ l’organizzazione che sta trattando piu’ pazienti di tutti. ”L’Organizzazione mondiale della sanita’, i Centers for Disease Control and Prevention e gli altri gruppi di aiuto – prosegue Liu – dovrebbero essere maggiormente coinvolti nella prevenzione e sorveglianza, tracciando i contatti delle persone malate. Inoltre servono piu’ persone sul campo”. L’epidemia ha portato ad una vasta crisi medica. In Liberia, a Monrovia, il sistema sanitario e’ collassato, dal momento che lavoratori e pazienti fuggono dagli ospedali per paura di Ebola. Il risultato e’ che ”malattie come malaria, polmonite e diarrea – rileva Liu – stanno uccidendo bambini che altrimenti avrebbero potuto essere salvati. Ho saputo dal mio staff che sei donne incinta hanno perso i loro bambini perche’ non hanno trovato un reparto di maternita’ aperto. I miei colleghi sono sopraffatti. In un centro erano in cinque a seguire 100 pazienti”. Il numero di volontari, inoltre, si sta esaurendo e anche se i gruppi di Msf lavorano in zone di guerra, come Gaza, Iraq, Siria e Ucraina, l’Africa Occidentale e’ l’area piu’ difficile per cui trovare personale. ”Bisogna imparare a vivere con la paura – conclude Liu – senza contare che il trattamento e gestione dei pazienti con Ebola e’ molto faticosa. Serve una cura costante”.