Ebola, Lorenzin: nessun rischio dagli immigrati

LORENZIN NUOVA - CopiaIl ministro della Salute Beatrice Lorenzin ha escluso che vi siano rischi di diffusione del virus ebola legati a flussi migratori nel Canale di Sicilia. Intervistata da Rai News 24, il ministro ha spiegato che si effettuano controlli sanitari a bordo della navi impegnate nell’operazione “Mare nostrum”. La falsa notizia di casi di ebola a Lampedusa diffusa su Facebook, “l’ho scoperta io ed e’ un caso di volonta’ di destabiliuazzzazione, di procurato allarme”, ha affermato Lorenzin, e ha chiarito: “Il ministero della Salute ha predisposto la presenza di medici sulle navi militari, dove c’e’ un pronto soccorso a bordo con sala operatoria. Dal 21 giugno a oggi sono state controllate a bordo 33.000 persone, che sono state divise tra sani e malati. Stiamo attivando misure strardinarie per tutela della salute”, ha sostenuto il ministro, e ha specificato che “i controlli non riguardano solo ebola, ma anche la tubercolosi e tutte le malattie infettive”. “Noi -ha detto ancora Lorenzin- abbiamo attivato da aprile tutte le procedere necessarie nei porti e negli aeroporti per esaminare casi poitenzialmente a richio. Per gli aerei che arrivano da Paesi a rischio c’e’ un check gia’ a bordo, un caso in Turchia che poi risultato in nientem ‘er fortuna. A tera c’e’ controllo per vedere se ci sono persone che hanno sintomi. Sono le stesse misure prese in tutto il mondo. Noi abbiamo una cosa in piu’, gestendo Mare nostrum. Facciamo controlli non solo per ebola ma anche per la tubercolosi e tutte le malattie infettive”, ha assicurato il ministro. Su ebola, ha osservato Lorenzin, c’e’ “un’allerta per possibili rischi per i cittadini. Occorre attuare tutte le misure per evitare rischi di contaminazione. Pero’ il problema vero e’ in Africa. Il virus -secondo il ministro- sta camminando perche’ mancano nei Paesi dell’Africa le normnali misure di contenimento e quarantena”. Ebola, ha sottolineato Lorenzin, “non si trasmette per via aerea ma per contatto di fluidi e feci o per il morso dei rattri” ma in Africa non vengono adottate precauzioni e “i malati vivono con i sani, i morti presi a mani nude, mancano guanti, manca acqua, c’e’ miseria e guerra” e questo favorisce il contagio.