Gli anticorpi monoclonali vengono ottenuti attraverso un procedimento laborioso e complesso, che agisce sul rivestimento proteico del virus ebola. In pratica gli animali usati come cavie sono esposti alla proteina dell’ebola e poi se ne estraggono gli anticorpi, che vengono geneticamente modificati per renderli simili a quelli umani. Il gene di ciascuno di questi anticorpi e’ introdotto nelle foglie delle piante del tabacco che generano l’anticorpo finale. Un’altra societa’ di San Diego, la Leaf Biopharmaceutical, ha acquistato i diritti su questo anticorpo, o cocktail di anticorpi, a cui hanno lavorato per anni i biologi canadesi del National Microbiology Lab di Winnipeg, mentre Mapp sta lavorando allo ZMapp, il trattamento sperimentale. Finora con questo farmaco sperimentale sono stati trattati solo i due missionari americani contagiati in LIberia e poi trasferiti in Usa ad Atlanta, Kent Brantly e Nancy Writebol; e il ritrovato medico avrebbe dato buoni risultati gia’ a poche ore dalla somministrazione. La decisione di utilizzare il farmaco sperimentale per la cura di due americani bianchi, mentre quasi un migliaio di africani sono gia’ morti per l’epidemia, ha scatenato un vespaio di polemiche, anche a sfondo etico.
Ebola: piccola società di San Diego lavora a “siero miracoloso”
