Una seconda persona è morta per il virus Ebola in Nigeria, dove in totale si sono registrati almeno sette casi di contagio, tutti a Lagos, la citta’ piu’ grande dell’Africa occidentale. Lo ha reso noto il governo nigeriano. La prima vittima era un infermiere che aveva curato un cittadino liberiano ed era morto a fine luglio. Intanto un aereo militare decollerà da Madrid in giornata per la Liberia per rimpatriare padre Miguel Pajares, missionario spagnolo di 75 anni colpito dal virus dell’Ebola a Monrovia, capitale del Paese africano.
Lo ha annunciato un portavoce del ministero della Difesa madrileno. “Quando l’aereo sarà pronto per accogliere il malato e l’equipaggio di medici militari formato, l’aereo potrà partire”, ha fatto sapere il portavoce. “E’ previsto che decolli oggi”, ha aggiunto. Una volta rientrato il missionario “sarà ricoverato in un ospedale attrezzato per questo tipo di pazienti” come quello per esempio di la Paz a Madrid.
Prima del sacerdote spagnolo, due americani – un medico e una missionaria – che hanno contratto il virus in Liberia, dove curavano le vittime dell’epidemia per una Ong, sono stati rimpatriati con un aereo sanitario e ricoverati in un centro specializzato di Atlanta. Oltre a padre Miguel Pajares sono risultati positivi al virus altri due preti missionari, Chantal Pascaline Mutwamene, congolese, e Paciencia Melgar, della Guinea dell’Ordine ospedaliero di San Giovanni di Dio a cui appartiene il sacerdote. Sono in tutto sei le persone messe in isolamento nell’ospedale diretto dell’Ordine.
