
IN GUINEA IL PEGGIOR VIRUS. Dei cinque ceppi conosciuti quello che ha causato l’epidemia e’ lo Zaire, il piu’ letale, che finora era stato trovato in Africa Centrale. ”Sono pochi i viaggiatori che si spostano tra le due zone – spiega Bausch – e Gueckedou, il villaggio in Guinea dove si sono registrati i primi casi, e’ lontano dalle vie di passaggio principali. E’ probabile che il ‘viaggiatore’ sia stato un pipistrello, visto che la Guinea e’ l’unico paese in cui questi animali migrano”. Alcuni test preliminari hanno anche mostrato che la popolazione potrebbe essere stata esposta qualche anno prima dello scoppio dell’epidemia al virus, che potrebbe aver circolato appunto nei ‘topi alati’, che sono anche consumati come cibo nella zona.
COLPITI I PAESI PIU’ POVERI. Guinea, Liberia e Sierra Leone, dove si sono sviluppati i focolai, vengono da guerre civili e sono tra i piu’ poveri al mondo. Questo non solo implica che i sistemi sanitari sono impreparati, ma aumenta i contatti con i potenziali vettori. ”Gli animali portatori del virus di solito non hanno molti contatti con l’uomo – si legge nell’articolo – ma la poverta’ spinge le popolazioni nelle foreste in cerca di risorse, e questo ovviamente aumenta i rischi”.
LA SICCITA’ HA DATO L’AVVIO ALL’EPIDEMIA. Tradizionalmente i focolai di Ebola si scatenano nel periodo di passaggio dalla stagione umida a quella secca, come e’ avvenuto anche in questo caso con i primi malati registrati a dicembre. Questo avviene probabilmente perche’ in condizioni di siccita’ il virus circola di piu’ nei pipistrelli, o aumentano i contatti con l’uomo. ”Ancora non sono stati fatti studi sistematici sulle condizioni che si sono avute quest’anno in Guinea – afferma Bausch, che e’ appena tornato dal Paese africano – ma gli abitanti della regione riportano una stagione secca particolarmente dura. Questo potrebbe essere dovuto alla grande deforestazione subita dall’area negli ultimi decenni”.