
Ricordiamo che Greenpeace da anni cerca di sensibilizzare l’opinione pubblica sul pericolo “trivelle”, con la campagna “U mari non si spirtusa“. Come si legge sul sito dell’organizzazione ambientalista internazionale, “l’estrazione dell’oro nero porterà profitti solo alle compagnie petrolifere mentre rappresenta un rischio inaccettabile per l’ambiente, l’economia e il benessere delle comunità costiere“.
È chiaro che non si può trivellare nello Stretto di Messina, ed infatti la piattaforma è solo in transito, ma il pericolo della corsa al petrolio è una realtà per tutto il meridione, dal Canale di Sicilia al calabrese jonico.
Foto di Giuseppe Posillipo e Luigi Trapani Lombardo:
