
Il numero dei roghi che per quanto ridotto ha visto registrare un picco nel mese di giugno, seppur non accompagnato da un analogo aumento delle superfici percorse dalle fiamme, potrebbe essere riconducibile proprio all’aumento delle biomasse prodotto dalle piogge e alla necessita’ di effettuare ripuliture nelle aree di produzione agrotecnica prima dell’inizio del divieto di accensione fuochi nel periodo di massima pericolosita’ (15 giugno-30 settembre). L’andamento meteorologico nei mesi di giugno, luglio e meta’ agosto, con temperature al di sotto delle medie stagionali e precipitazioni abbondanti, non ha finora portato all’usuale incremento estivo del fenomeno. Tuttavia, alcune gravi situazioni localizzate e alcuni incendi particolarmente estesi e problematici anche per la pubblica incolumita’ si sono verificati in Sardegna e in Sicilia. In quest’ultima regione, dove si registra una impennata del fenomeno incendi e la mancanza di una flotta aerea antincendio regionale, il Corpo forestale dello Stato si e’ reso disponibile, tramite convenzione con la Regione, con due elicotteri AB 412. Anche quest’anno sembra confermata la tendenza, definita coda estiva, a una traslazione temporale della stagione a maggiore rischio verso i mesi di agosto e settembre. Complessivamente, fino al 10 agosto 2014 le maggiori criticita’ si riscontrano in Sardegna (1.539), Sicilia (236), Puglia (156), Piemonte (152), Calabria (106), Lombardia (99).