Come temevamo, scorrendo sopra un tratto di acque superficiali molto calde, sui +29°C, in un’area con debole “Wind Shear”, sul Pacifico orientale, la tempesta si è velocemente evoluta in un impressionante super-uragano di 5^ categoria sulla scala Saffir-Simpson, con venti medi sostenuti violentissimi che sono stati capaci di superare la soglia dei 245-250 km/h. In poche ore “Marie” è divenuto un vero e proprio mostro, con un poderoso rafforzamento della forza centrifuga interna che ha agevolato lo sviluppo di un occhio centrale ben delineato, completamento libero dalle nubi.
Come da previsione, il considerevole rinforzo dell’attività convettiva attorno i lati dell’uragano, ha liberato una gran quantità di energia che oltre ad approfondire la già intensa circolazione ciclonica, nei medi e bassi strati, ha reso il “gradiente barico orizzontale” ancora più esplosivo, rendendo i venti ciclonici sempre più intensi e tempestosi attorno l’area perturbata, con violentissimi “venti di sbarramento” che hanno raggiunto picchi di oltre i 250 km/h nell’area attorno l’occhio centrale. Si è attivato il famoso processo di “autoalimentazione”, caratteristico dei cicloni tropicali, con il costante risucchio di masse d’aria calde e molto umide, marittime, dalla vicina periferia del tifone, che oltre a far esplodere la convenzione nella parte centrale del sistema, hanno contribuito a sviluppare imponenti bande nuvoloso spiraliformi che sono state ben alimentate dalle enormi quantità di vapore acqueo risucchiato dalle calde acque superficiali del Pacifico orientale, nel tratto ad ovest dell’America centrale. ù
La forte intensificazione del processo di “autoalimentazione” del potente ciclone tropicale, contraddistinto dallo sviluppo di poderosi moti ascensionali che condensando in imponenti nubi temporalesche le grandi quantità di vapore acqueo risucchiato dalla superficie oceanica, aumentando in tal modo l’instabilità atmosferica, ha accompagnato il drastico tracollo della pressione barometrica nei pressi dell’occhio centrale di “Marie”, scesa fino ad un minimo barico di ben 918 hpa, trasformandolo in un perfetto e pericolississimo uragano di 5^ categoria Saffir-Simpson, con venti medi sostenuti violentissimi, che hanno raggiunto i 250 km/h, nel corso della giornata odierna. I violentissimi e turbolenti venti ciclonici, spazzando una ristretta area di oceano a nord-ovest delle Marianne, hanno alzato ondate di “mare vivo” davvero imponenti, che hanno raggiunto picchi di oltre i 9-10 metri, ma con “Run-Up” anche superiori a pochi di chilometri dal passaggio dell’occhio centrale del super-tifone.
Il moto ondoso creato dai violenti “venti di sbarramento”, che ruotano a grandissima velocità attorno il profondissimo minimo barico centrale, è molto confuso, con la formazione di grandi onde provenienti da più direzioni. Questo tipo di moto ondoso, piuttosto confuso, è tipico dentro i cicloni tropicali, dato l’andamento molto turbolento dei venti ciclonici e la considerevole forza centrifuga che caratterizza il ciclone, il quale presenta un potentissimo “gradiente barico orizzontale” molto ristretto che rende i venti ancora più furiosi. Tali condizioni meteo/marine estreme rendono la navigazione marittima proibitiva per le navi di piccola e media stazza, alle quali sovente è consigliato un passaggio lungo la periferia della circolazione ciclonica, evitando di imbattersi nelle tempeste più violente che si concentrato a ridosso dell’occhio centrale.
Ma una parte di queste imponenti ondate rischiano di propagarsi verso le coste meridionali della California, cagionando molti danni. Specie nelle zone della California meridionale, esposte al fenomeno dell’erosione costiera. La tempesta comincerà lentamente a perdere forza, a causa del ciclo di sostituzione dell’occhio centrale che lo declasserà alla 3^ categoria, con venti pur sempre violenti, ad oltre i 180-200 km/h attorno l’occhio centrale. Fino alla mattinata di domani il potente uragano, continuando a muoversi sopra un ambiente umidissimo nei bassi strati, su acque molto calde, dovrebbe mantenere la 4^ categoria. Ma iniziando a migrare verso il Pacifico centro-orientale, a contatto con acque superficiali meno calde, inizierà ad indebolirsi, raggiungendo con molta probabilità la 3^ categoria Saffir-Simpson. Entro mercoledì “Francisco” dovrebbe entrare in un’area caratterizzata da un moderato “Wind Shear”, che contribuirà ad arrestare l’intensa attività convettiva attorno al nucleo centrale, declassandolo a tifone di 2^ categoria, con venti sempre meno intensi.