
“Il Veneto, come tante altre terre in Italia, e’ una zona che soffre. Considerate che soprattutto nella pianura ha un ‘immagine del paesaggio di fiumi pensili, sono terre strappate all’acqua con gli argini, per cui noi abbiamo sempre una certa sensibilita’ rispetto al discorso idrogelogico. Pero’ quello che e’ accaduto nella zona di Refrontolo, chiunque puo’ guardarlo, e’ successo in una zona per noi incontaminata. Leggo dichiarazioni che parlano di cementificazione, considerate che noi gia’ nel 2008 abbiamo fatto addirittura una richiesta per tutelarla come UNESCO. Li’ c’e’ un torrente storico che in alcuni tratti sembra correre in canyon di roccia, che ha avuto una mole d’acqua al di fuori di qualsiasi portata”. Lo afferma il presidente della Regione Veneto, Luca Zaia, ai microfoni di “Non Stop News” su Rtl 102.5. “Ha piovuto tantissimo per due ore, nemmeno c’era la visibilita’, e ha fatto esondare il torrente – prosegue Zaia -, e solo i piu’ vecchi si ricordano qualcosa del genere negli anni’ 60. Purtroppo l’esondazione di questa bomba d’acqua e’ avvenuta nella piazzola dei festeggiamenti della Pro Loco”. “La vera sfida per l’Italia e lo dico dal 2010 non e’ quella di progettar ancora nuove strade, per carita’ mancheranno ancora da qualche parte, ma la vera sfida e’ una sorta di piano Marshall contro il dissesto – aggiunge il governatore -. Il mio Veneto nel 2010 non e’ andato sotto acqua perche’ l’acqua ha sormontato gli argini, ma perche’ 35 argini si sono rotti, il che vuol dire che e’ un problema di manutenzione, ma per fare manutenzione di argini, fare grandi bacini, ci vogliono soldi. Noi diamo tasse a Roma, 21 miliardi all’anno e vogliamo che ci restituiscano le nostre tasse perche’ viene prima la sicurezza dei Veneti”.