
Il ferragosto, in Veneto, e’ la prima vittima del maltempo ma a soffrire di piu’ e’ stata l’economia turistica e la ‘caduta’ dei visitatori in regione. Le prime ad avere problemi sono state le spiagge dove vento e cielo plumbeo accompagnato da piovaschi non hanno permesso il classico relax sotto l’ombrellone. In montagna, invece, crollano le presenze. A Cortina d’Ampezzo sono stati offerti anche sconti da 50 euro a stanza per una notte (inevitabili le polemiche per la concorrenza sleale). La pioggia e le temperature, appena sopra i 10 gradi, hanno fatto si’ che in pochi siano andati tra le Dolomiti e a soffrire, inevitabilmente, sono state soprattutto le localita’ piu’ difficili da raggiungere a cominciare dai rifugi. Venezia ha retto l’urto, rileva Claudio Scarpa degli Albergatori, ma solo l’85% delle stanze di albergo sono andate ‘vendute’. Bene i musei, aperti per l’occasione, anche se dal punto di vista economico il turismo mordi e fuggi – dicono gli esercenti – e’ piu’ un danno che una fonte di reddito. Successo comunque anche per le altre citta’ d’arte. Su tutte Padova e Verona dove si e’ registrato anche il fenomeno degli spostamenti interni di veneti, da citta’ a a citta’, per vedere le bellezze del territorio. Code solo per raggiungere il Lago di Garda e l’Altopiano di Asiago (Vicenza). Il primo grazie all’offerta dei piccoli borghi medioevali, il secondo tradizionale meta dei vacanzieri con seconda casa.